Tabbiani mister Savona, i dubbi di Buttu e Tomatis

La parola fine sui campionati regionali è stata scritta da poche ore, ma per gli appassionati gli argomenti sui quali conversare non mancano.

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La parola fine sui campionati regionali è stata scritta da poche ore, ma per gli appassionati gli argomenti sui quali conversare non mancano.

La copertina spetta all’Albenga dove dirigenti, giocatori e tifosi sono stati presi in contropiede dalle dimissioni del presidente Tomatis. Il numero uno della società ingauna, dopo la lettera di dimissioni di giovedì scorso, sta notando come sono sempre più numerose le richieste per un ripensamento. E non è detto che questo non avvenga la prossima settimana, dopo che l’ex presidente ingauno avrà avuto modo di riflettere sulle tante testimonianze d’affetto che lo hanno contornato. Forse lui, e non a torto, vorrebbe che qualcuno si facesse concretamente avanti per appoggiarlo, anche economicamente, su un ambizioso progetto destinato a portare i bianconeri in D e poi, una volta ultimati i lavori del Riva, anche verso il traguardo, ancora proibito, della Lega Pro.

Insomma, Tomatis vuole tornare ma con la certezza di non poter fare tutto da solo: è ora, sembra dire, che le tante cordate delle quali si parla da decenni facciano un passo avanti. Sarà la volta buona?

Pietro Buttu invece è ad un passo da rinnovare il contratto con il Finale. Il mister, per la sua bravura, ha ricevuto offerte da altri club, ma tutti sanno come lui sia ancora uno degli ultimi nostalgici che all’aspetto economico prediligono quello umano. Insomma il presidente Candido Cappa non dovrebbe aver problemi nel tenerselo stretto ancora una stagione. Il Finale ha invece salutato il difensore Sgambato che, come previsto, ha deciso di avvicinarsi ad Avellino, dove risiede.

Luca Tabbiani è invece il nuovo allenatore del Savona (ufficialità a ore) destinato, nei sogni del presidente Cristiano Cavaliere a riportare gli striscioni in Lega Pro. Domanda: e se la categoria dei professionisti si avverasse già da settembre considerato che tante società di calcio, da nord a sud, sono sull’orlo della bancarotta?

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