Perché Andrea Tomatis deve rimanere presidente dell’Albenga

A livello pratico Tomatis non è mai uscito dalla presidenza. Accordato fiducia a lungo termine

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È trascorsa una settimana da quando Andrea Tomatis ha annunciato le sue dimissioni da presidente dell’Albenga. E a dimostrazione di come il calcio, a differenza di altri settori ,sia popolare, si sono scatenate voci, discussioni, dibattiti sull’accaduto.

Mediagold ha sempre sostenuto, e lo conferma anche in questo momento, che Tomatis rimarrà al timone della società bianconera dove, a livello pratico, non è mai uscito considerato che la documentazione inviata anche questa settimana al comitato provinciale della FIGC porta la sua firma e non quella di eventuali vice.

Aggiungiamo qualche considerazione, non soltanto nostra: all’indomani dalle dimissioni Tomatis è stato raggiunto, grazie alla Rete, da tantissimi attestati di fiducia postati da tifosi, giocatori e dirigenti dell’Albenga, Ma, cosa da sottolineare, anche da tanti cittadini che, pur non seguendo con costanza la storia della squadra, hanno intuito quanto di buono è emerso nella sua gestione. Basterebbero queste voci a favore per convincerla, caro Andrea, a rimanere perché qualche torto subìto non può aver la meglio su tante attestazioni di stima, e questa più che matematica si chiama logica.

Una volta ritirate le dimissioni (si spera entro qualche giorno) Tomatis dovrà poi, a nostro avviso, far comprendere (magari attraverso una convocazione di un’Assemblea pubblica) che non è possibile, almeno in questo frangente, volere la luna, volare alto. Far capire che, purtroppo, Albenga non è una realtà dove ci siano imprenditori pronti ad investire su una squadra di calcio con la conseguenza di renderla sempre più competitiva. Semmai è più probabile che sponsor interessati a far entrare quattrini si trovino altrove, magari nel basso Piemonte. Pochi, qui da noi, sembrano interessati per cui il presidente deve far capire ai suoi interlocutori che più di tanto non si può, almeno a breve scadenza. Ma che invece, con una programmazione oculata e con persone competente nei vari settori, si può avviare un progetto che, entro cinque-sei anni, possa portare la società ad importanti traguardi, la Lega Pro ad esempio.

Forza Andrea, riprenda il Suo cammino sapendo di avere a fianco persone e media (come il nostro) che pur aperti alla critica non esiteranno a darLe spazio e dire le cose come stanno, anche se a volte questo può risultare sgradevole. È tempo di ripartire, per il rispetto dei tifosi e di quanti, in questa settimana, le hanno accordato una fiducia a lungo termine.

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