Il Carpi, Sannino e il Finale

Un caso nato dopo un'intervista alla Gazzetta dello Sport.

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Traditrice fu una tuta per la quale, dopo una intervista alla Gazzetta dello Sport, è nata una vicenda che rischia di avere conseguenze legali.

Per coloro che non sfogliano il giornale rosa e che invece seguono abitualmente il calcio nostrano, un riassunto dei fatti. Da sempre Giuseppe Sannino, ora tecnico della Triestina, ha una grande amicizia con Pietro Buttu, tecnico del Finale. I due si stimano e, da grandi professionisti quali sono, si scambiano spesso consigli. Prima di approdare alla Triestina mister Sannino è stato allenatore del Carpi, un’esperienza, come lui afferma sulla Gazzetta, fallimentare da tutti i punti di vista. E poi, come si è letto nell’intervista, Sannino accusa il Carpi di «averlo multato di 10 mila euro soltanto per aver dato la mano ad un amico (Pietro Buttu, nda) che allenava una squadra di Eccellenza. Faceva caldo, mi sono messo in tuta per qualche foto di rito e dare due calci ad un pallone. E soltanto per questi deboli indizi il Carpi mi ha multato di 10 mila euro, sostenendo che io allenavo il Finale. Che schifo».

Il Carpi ieri ha replicato alle dichiarazioni di Sannino in un comunicato stampa nel quale si legge che «la multa è stata comminata a Sannino perché molti organi di informazione, con tanto di materiale fotografico, hanno ripreso il mister nelle funzioni di tecnico di un altro club». Ora il Carpi, ricordando che in un primo tempo Sannino aveva accettato la sanzione, si riserva di fare querela. E se si andasse, ma si spera di no, ad una causa legale il Finale verrebbe ascoltato come testimone chiave della vicenda.

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