Albenga, Sunderland, Bilbao: quando il calcio ha ancora un valore

Tomatis: per chi vuol giocare per l'Albenga per quest'anno nessun stipendio. Si gioca per la Maglia.

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Ci sono ancora storie, nel calcio contaminato dai miliardi, procuratori, e giocatori senza alcuna appartenenza ad una bandiera, che riconciliano con il pallone e chi ne cerca ancora di cogliere un aspetto romantico.

Tre sono quelle da estrapolare dalle pagine dei media che si soffermano soltanto su affari miliardari e giocatori viziati che si permettono di snobbare l’esame di maturità.

E la prima, e ne siamo orgogliosi, riguarda l’Albenga dove il confermato presidente Andrea Tomatis ha riunito la truppa informandola che, almeno per questa stagione, non sono previsti rimborsi spese (o meglio dire stipendi) e premi particolari: chi vuol restare lo deve fare solamente per l’amore della maglia, dei tifosi e, non ultimo, per un progetto destinato a portare il team bianconero in campionati ambiziosi. Il bello è che i giocatori (liberi di farlo) non hanno voltato le spalle, ma accettato, con la legittima ambizione di essere ricordati, un giorno, come coloro che hanno scritto un nuovo importante capitolo della società ingauna.

E allora accostiamo idealmente l’Albenga al Sunderland che in queste ore piange la morte della sua giovane mascotte, Bradley Lowery, un bambino di sei anni che ha combattuto coraggiosamente contro un neuroblastoma, una grave forma di tumore al cervello. Jermain Defoe, una delle bandiere della squadra, ha pianto in conferenza stampa per la scomparsa del suo giovane amico che gli ha fatto cambiare il senso della vita, del calcio, dei soldi.

E così come i giocatori dell’Athletic Bilbao che ieri si sono presentati all’allenamento tutti rasati a zero in solidarietà con Yeray Alvarez, una delle pedine più importanti della squadra, che in questi giorni è sottoposto a chemioterapia.

Tre storie da tre realtà diverse, da mondi calcistici diversi ma unite dal filo conduttore di un calcio che ancora, speriamo per tanto tempo, conserva valori da raccontare.

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