Grande Italia agli europei di mountain bike con l’andorese Celestino nel ruolo di CT

Subito una medaglia di bronzo nella staffetta a squadre.

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Il ciclista che ha vissuto due volte. Così si può definire Mirko Celestino, il fuoriclasse di Andora beniamino di tutti gli appassionati di bici che soggiornano nel Ponente Ligure. La sua prima vita, quelli che molti hanno conservato nei loro ricordi, è suggellata da una splendida carriera nel ciclismo su strada, iniziata nelle strade di casa e poi proseguita nel professionismo. Mirko ha alzato le mani al cielo al Giro di Lombardia, al Gran Premio di Amburgo, al Laigueglia e messo il suo nome nel podio di altre importanti classiche. Era l’uomo adatto alle corse di un giorno, non ai grandi giri ed ha regalato grandissime emozioni.

Ma già al tramonto di questa brillante carriera nel cuore di Mirko si faceva strada la mountain bike, anche qui vissuta in un primo tempo come atleta, con risultati di livello internazionale, e poi come commissario tecnico della Nazionale che in questi giorni, fino a domenica, è impegnata nei campionati europei ospitati da Darfo Boario.

E già nella prima giornata di gara sono arrivati risultati prestigiosi con una splendida medaglia di bronzo colta nella staffetta vinta dalla Svizzera. Gli azzurri in gara (Teocchi, Zanotti, Colledani e Kerschbaurner) hanno messo in luce una grande grinta, simile a quella che Mirko metteva quando era in gara.

Afferma Celestino, raggiunto telefonicamente, alla vigilia di altre tre giornate di gara: «Non potevamo iniziare meglio. Quello che conta non è soltanto puntare al podio, ma dare tutto quando si è in gara. Voglio una nazionale determinata che sia da esempio per tanti giovani desiderosi di dedicarsi a questa disciplina».

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