Come brilla la stella di Luminosa Bogliolo

La sprinter alassina punta su Tokyo 2020.

Ferrari Innovations

Quando hai avuto come Maestri il compianto ed indimenticabile Pietro Astengo od il grande Ezio Madonia hai quasi una certezza di diventare qualcuno nel campo della velocità. E quando poi hai una famiglia alle spalle che da sempre ama lo sport, come papà Valentino, stimatissimo veterinario ma ex giocatore di calcio, c’è ancora una sicurezza in più. E se, tanto per chiudere il cerchio, ti chiami Luminosa beh, allora hai quasi la certezza di affermarti nel panorama atletico.

Luminosa, alassina, è una delle promesse dell’atletica italiana, quella dell’anno zero, quella chiamata a risalire la china dopo i disastri dell’ultimo biennio, come dimostrano i Giochi di Rio ed i Mondiali di Londra. Lei, Tortu, altro velocista (quasi adottato dal ponente ligure per i suoi ottimi risultati ottenuti al Fontanassa) ed il saltatore in alto Tamberi sono tre delle punte alle quali affidarsi per la rinascita. L’importante è non forzare le tappe: «Io ho iniziato con i Giochi della Gioventù e poi, visti i risultati, ho continuato a crederci. Quest’anno sono arrivati dei bei risultati, penso alle Universiadi o ad altri appuntamenti. Non so dove potrò arrivare, adesso c’è un primo traguardo da puntare, è Tokyo 2020, ma è ancora troppo lontano per potersi pronunciare».

Alassio dunque, come in altri sport, è un serbatoio di campioni: non dobbiamo dimenticare Emmanuele Abate, che purtroppo in questi due ultimi anni ha dovuto fare i conti con una sfortuna al cubo. Ma anche lui può ancora regalare emozioni.

Intanto Luminosa prosegue gli allenamenti: «Il prossimo anno sarà molto importante, ci sono diversi appuntamenti importanti nei quali conto di migliorare ancora. La passione non manca». E neppure l’affetto di tanti tifosi che rivogliono vedere l’atletica italiana tornare a competere.

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