Tornano alle luce 100 sarcofagi egizi nella necropoli di Saqqara

Il rinvenimento nella necropoli vicino alla Piramide di Dioser. Dopo 2500 anni una mummia era intatta e avvolta in un sudario con geroglifici colorati.

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Scoperti più di 100 sarcofagi intatti ad appena 30 chilometri da Il Cairo. Già da qualche giorno, il Ministero del Turismo e dell’Antichità egiziano aveva preannunciato sorprendenti novità tenendo il mondo con il fiato sospeso e sabato scorso, finalmente, l’ufficialità. «Oggi annunciamo la più grande scoperta archeologica del 2020, alla presenza di ambasciatori stranieri di oltre 43 paesi e 200 rappresentanti dei media per presentare al mondo intero una nuova parte della nostra grande civiltà», ha detto il ministro del turismo e delle antichità egiziano Khaled El-Enany.

Gli scavi archeologici, che da tempo si effettuano nell’area della necropoli di Saqqara vicino alla piramide di Dioser, hanno portato alla luce oltre 100 bare, inviolate e in buone condizioni, appartenute a sacerdoti e uomini di Stato della XXVI dinastia, che si aggiungono alle 59 precedentemente individuate e aperte.

I sarcofagi, assieme a maschere colorate e dorate in perfette condizioni e diverse maschere funerarie, sono stati scoperti in pozzi funerari alla profondità di 12 metri, dove sono stati sepolti per ben 2500 anni.

All’apertura di uno dei sarcofagi, gli archeologi hanno trovato una mummia intatta avvolta in un sudario con geroglifici colorati. È stata trovata anche una quarantina di statuette di Batah Suker, il dio principale della necropoli di Saqqara oltre ad amuleti e figurine.

Le bare sono state immediatamente trasferite al Gran Museo Egizio e esposte nella sala contigua a quella che contiene l’Asasif Cachette. Un ulteriore contributo alla ricostruzione della storia dell’Antico Egitto.

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