Internet in Italia festeggia 30 anni di vita, da pochi bit alla banda ultralarga

  • Redazione
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  • Internet
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Sono trascorsi già trent’anni fa quando fu realizzato il primo collegamento dall’Italia al sistema Arpanet, progenitore del World Wide Web. Dai pochi bit di quel giorno ormai si è passati alla nuova frontiera, la banda ultra larga che si sta diffondendo anche nelle nostre abitazioni.

Ping. Ok. Sembrano due parole astruse, e forse in pochi sanno che, in realtà, rappresentano le prime espressioni di un dialogo che ha fatto (e cambiato) la storia nel nostro Paese. Sono infatti questi due i termini impiegati nel corso del primo collegamento avvenuto dall’Italia verso la rete web, avvenuto esattamente 30 anni fa.

Data storica. Per la precisione, erano le sei del pomeriggio del 30 aprile 1986 quando Antonio Blasco Bonito, dalla sede del Cnuce di Pisa, digita sulla tastiera del suo computer la parola “ping”, ricevendo in risposta pochi secondi dopo il messaggio “ok” dall’altra parte del mondo, gli Stati Uniti, grazie all’utilizzo della rete Arpanet, nata già nel 1969 per collegare i computer di molte università americane (e, in origine, pensata per scopi militari). Una nuova frontiera era aperta, per la prima volta l’Italia si era collegata a Internet (anche se non se ne accorse nessuno, all’epoca).

Un anno da ricordare. Trent’anni dopo, quell’evento rivoluzionario è stato al centro di numerose iniziative e manifestazioni celebrative, culminate nell’Internet Festival 2016 che si è svolto proprio a Pisa agli inizi di ottobre, e che è stata l’occasione per fare un punto sia sulla storia del settore, sia sui possibili scenari futuri, con i racconti e le esperienze di chi vive, lavora, opera e innova sulla Rete, utilizzandola per generare il cambiamento e per rivoluzionare le nostre abitudini in qualsiasi ambito, come la finanza, l’informazione o la cultura.

Internet veloce anche a casa. Lascia forse un po’ di amaro in bocca la considerazione che, 30 anni fa, l’Italia fosse stata una delle nazioni pioniere di questa tecnologia: gli altri backbone europei, all’epoca, erano infatti situati in Regno Unito, Norvegia e Germania Ovest, unici Paesi a potersi “affacciare” nella Rete ai suoi albori

Partita in prima fila, infatti, l’Italia ha tuttavia perso posizioni nel corso di questi anni, al punto che oggi si trova nelle retrovie sulle stime per la diffusione di internet a banda ultra larga e di velocità media di connessione. Già, perché la grande differenza tra oggi e il passato sta anche nell’enorme cambiamento infrastrutturale, che ci consente di poter navigare tranquillamente anche in giro per le città, oltre che tra le quattro mura domestiche. Merito anche dei nuovi player del settore, come Eolo, che consente di portare la Rete ad alta velocità ad ogni latitudine, grazie a convenienti offerte Adsl per la casa, assecondando la richiesta di una connessione stabile, rapida e affidabile per poter godere di tutti i contenuti multimediali oramai disponibili.

I dati di Internet in Italia. Da quel messaggio che ha sfruttato pochi bit di connessione, spostati andata e ritorno attraverso un satellite, infatti, le cose sono decisamente cambiate, e non solo per l’offerta di contenuti sul web: secondo le ultime statistiche, la velocità delle connessioni a Internet disponibile oggi in Italia è pari a 8,2 Mbps (con un incremento addirittura del 29 per cento rispetto al 2015), mentre il valore medio del picco (vale a dire la media delle connessioni più veloci) è cresciuto fino a 39,4 Mbps. Migliorano anche le connessioni high broadband (quelle di velocità superiore ai 10 Mbps), che sono più che raddoppiate in un solo anno, mentre quelle ultra veloci (superiori ai 15 Mbps) rappresentano ormai una fetta dell’8 per cento del totale complessivo. Eppure, siamo ancora lontani dai risultati raggiunti dal Paese leader in Europa per le connessioni a internet, la sorprendente Romania, che vanta una velocità media di picco pari a 84,2 Mbps grazie anche agli importanti investimenti operati nel corso degli anni.

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