Incidenti stradali: l'obiettivo di Anas è dimezzarli entro il 2030

Nel corso di un webinar la società del Gruppo FS lancia anche lo spot Vite parallele e l’app Valentina

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Dimezzare entro il 2030 il numero di incidenti stradali, una piaga che in Italia ha fatto registrare nel 2019 oltre 172mila casi. È la meta che si pone l’Anas (Gruppo FS Italiane), come enunciato nel corso del webinar Sicurezza stradale: Obiettivo zero vittime, organizzato oggi, 16 novembre, in collaborazione con Piarc Italia (Associazione mondiale della strada), all’indomani della Giornata mondiale in Ricordo delle vittime della strada, celebrata ieri, domenica 15.

L’obiettivo, secondo Anas, si raggiunge attraverso una strategia di investimento focalizzata su manutenzione programmata e potenziamento della rete, oltre che con un cambio di approccio, prediligendo la prevenzione all’intervento episodico o emergenziale. Per questo motivo la società del Gruppo FS Italiane ha rimodulato il Contratto di Programma 2016-2020, passato da 23,4 miliardi a 29,9 miliardi di investimenti. Di questi il 53% (15,9 miliardi) sono riservati alla manutenzione programmata e all’adeguamento e messa in sicurezza della rete, il restante 47% alla creazione di nuove opere. Dal punto di vista geografico il 52% degli investimenti interessa il sud Italia e le isole, il 24% le regioni del centro, il 19% il Nord (il 5% infine comprende investimenti per danni ed emergenze e in tecnologie stradali e applicazioni tecnologiche).

La cultura della sicurezza

Sulle strade Anas oltre il 50% dei sinistri e il 37% circa degli eventi mortali è dovuto a tamponamenti, causati principalmente dalla distrazione originata dallo smartphone. Chi lo impiega mentre guida rischia 4 volte in più di provocare incidenti rispetto a chi non ne fa uso. Così, altro fronte su cui è impegnata Anas è la sensibilizzazione sociale volta al rispetto del Codice della strada. Durante il webinar è stato presentato il nuovo spot Vite parallele, dal 20 novembre in onda sui principali media nazionali televisivi e radiofonici, il cui messaggio è chiaro: no all’uso di alcol, stupefacenti e cellulari mentre si è al volante.

Nel corso dell’evento è stata lanciata anche l’app Valentina-Guida e basta (Apple Store e Google Play), così denominata in memoria di Valentina Cucchi, giovane torinese deceduta dopo essere stata investita da un guidatore distratto. L’app segnala la presenza di incroci e attraversamenti pedonali pericolosi, avvisa se ci si trova in prossimità di un automobilista che sta guidando contromano in autostrada e neutralizza le distrazioni provenienti da smartphone, consentendo di silenziarlo o ricordando di avvisare che si è alla guida, con dei messaggi, i propri contatti.

Incidenti stradali in Italia in calo nel 2019

Secondo l’ultimo rapporto Istat, in Italia nel 2019 sono stati 172.183 gli incidenti stradali con lesioni a persone, una cifra in calo dello 0,2% rispetto al 2018. Sono state 3.173 le vittime, 241.384 i feriti. Per avere un’idea sul quotidiano si tratta 472 sinistri, 9 morti e 661 lesi al giorno. Tra le cause restano prevalenti la guida distratta, l’eccesso di velocità e i tamponamenti per mancato rispetto della distanza di sicurezza. Il crescente uso della bicicletta ha avuto un riflesso anche su quest’aspetto: tra le vittime risultano in aumento i ciclisti (+15,5%). Considerevole anche l’impatto economico: i sinistri hanno comportato un costo sociale di 16,9 miliardi di euro, pari all’1% del Pil, al 3% se si considerano le spese mediche per recupero e assistenza.

Il quadro europeo e mondiale

La riduzione del numero di vittime di incidenti stradali è un traguardo che riprende quanto già indicato in ambito comunitario e mondiale. La Commissione Europea ha fissato nel quadro della Politica di sicurezza stradale comunitaria 2021-2030 un obiettivo di riduzione del 50% per i decessi e per la prima volta anche per gli infortuni gravi. Nel febbraio 2020 la Dichiarazione di Stoccolma, il documento conclusivo della terza conferenza ministeriale globale sulla sicurezza stradale, tenutasi in Svezia, ha aperto la strada a un ulteriore impegno politico globale per il prossimo decennio: arrivare a zero morti sulla strada entro il 2050, la cosiddetta Vision Zero. I buoni propositi devono far fronte per il momento con i numeri della realtà. Ogni anno nel mondo si registrano 1,35 milioni di vittime per incidenti stradali e nel 2019 in Europa sono decedute 22.800 persone. Alcuni studi dimostrano che i sinistri sono la principale causa di morte tra i giovani di tutto il mondo, con la più alta percentuale tra i 18 e i 24 anni. Una recente ricerca americana ha indicato nella Fear of missing-out (FO MO), la paura di essere dimenticati, la causa per cui siamo portati a controllare il cellulare in media 150 volte al giorno, una volta ogni sei minuti, anche mentre si guida.

c.s.

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