Olio e Basilico genovese: le D.O.P. liguri fanno promozione

Presentata la campagna promozionale Olio&Basilico, cofinanziata dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

Azienda Agricola - Agriturismo Torre Pernice

I presidenti dei Consorzi di Tutela Olio Riviera Ligure DOP e Basilico Genovese DOP - Carlo Siffredi e Mario Anfossi - si sono incontrati ad Albenga per presentare la campagna promozionale Olio&Basilico, cofinanziata dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (D.M. 58678 del 26/7/2016) e discutere dell'importanza delle due denominazioni per l'economia ligure in occasione della recente proclamazione ministeriale “2018 Anno nazionale del cibo italiano”. Un’attenzione particolare è riservata alla strategia comunicativa utilizzata durante la campagna in atto nel Nord Italia, attraverso la produzione e la programmazione dello spot promozionaleAssaggia la Liguria… quella vera” sulle emittenti regionali liguri, lombarde e piemontesi per informare il pubblico televisivo sulla qualità dei due prodotti e sull’unicità del paesaggio ligure.

«Sono convinto, per pluriennale esperienza, che l’impulso dato all'olivicoltura ligure dalla Denominazione di Origine Protetta Riviera Ligure, sia stato un beneficio notevole a partire proprio da chi in campagna lavora ogni giorno sul terreno afferma Carlo Siffredi – ne consegue che la conoscenza delle produzioni DOP da parte delle giovani generazioni non sia solo un mero esercizio formativo, ma si debba comprendere come una opportunità da seguire, come un obiettivo per il futuro, che si traduce in impegno, in occupazione, in qualità che scaturisce dal territorio ove questi ragazzi vivono e ora studiano. L'ottimizzazione della gestione agronomica riveste, infatti, un particolare rilievo per la filiera olivicola-olearia ligure».

Conclude Mario Anfossi, rilevando come «negli ultimi anni, dopo l'avvento della DOP, la coltura del Basilico Genovese DOP sia in costante espansione in Liguria e nell'area albenganese dove ha già raggiunto i 60 ettari. La crescente attenzione da parte dell'Industria agroalimentare italiana e dai consumatori – prosegue – lo hanno trasformato in un elemento vincente per l'export, creando i presupposti per ulteriori sviluppi che dovranno essere sostenuti da agricoltori esperti, attenti alla qualità e alle caratteristiche tradizionali del prodotto che non deve perdere gli elementi distintivi e tipici che lo hanno reso celebre».

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