Belize, il nuovo video per The Chanfrughen

Il brano anticipa l’uscita del nuovo album “Shat mat”

Ferrari Innovations

The Chanfrughen avevano conquistato già diversi anni fa, ormai, un’ottima visibilità su Youtube grazie al video di una canzone arguta, irriverente, surreale, intitolata “La testa di Gorbaciov”.

Oggi, dopo una riuscita campagna di crowdfunding e un nuovo album di imminente pubblicazione, che si intitolerà “Shat Mat” e sarà disponibile dal 29 gennaio 2016, i nostri tornano con un nuovo video intitolato “Belize”. Questo è il link a cui potete vederlo: https://www.youtube.com/watch?v=ZBHAcIScGrs

L’uscita dell’album sarà coronata da un tour, organizzato insieme a Molecole Produzioni, che porterà The Chanfrughen in tutta l’Italia. Ecco le prime date programmate:

17 Gennaio - Pantagruel, Casale Monferrato

22 Gennaio - Da Bacchus, La Spezia

28 Gennaio - Teatro Altrove , Genova / Release Party

6 Febbraio - Bar Sirò, Laigueglia (SV)

12 Febbraio - Il Paniere, Crema (CR)

15 Febbraio - Live Radio Riserva Indie, Massa Carrara

19 Febbraio - Beautiful Loser, Genova

20 Febbraio - Joe Koala, Osio Sopra (BG)

27 Marzo - Giardini Luzzati, Genova

28 Marzo - Reasonanz, Loreto (AN)

31 Marzo - Marla, Perugia

1 Aprile - Ferro 3.0, Salerno


Il clip di "Belize" è stato realizzato dal videomaker Samuele Wurtz per Laboratorioprobabile Bellamy ed è stato girato in tre diverse location: il Parco naturale del Beigua, il Teatro Altrove di Genova e la spiaggia di Bergeggi (SV). Tre ambienti nei quali si svolge un viaggio simbolico e destabilizzante che fa da completamento visuale ad un brano carico di psichedelia e esotismo.


Il Belize della canzone è infatti proprio lo stato del Centroamerica, visto come una promessa di bellezza e disordine, una terra carica di malinconie e sensualità. La stessa che uno dei protagonisti del video (il Conquistador) insegue in un bosco denso di illusioni e situazioni enigmatiche, mentre altri personaggi di potere giocano un'oscura partita a carte. Il tutto in un'isola magica dove le persone cambiano e la verità si nasconde per svelarsi tra le pieghe di accadimenti improbabili.

Tornando al nuovo album, la band spiega: “Shah Mat in persiano significa il re è morto e mai titolo potrebbe essere più giusto per un disco animato da un forte sentimento libertario ed edonista, dove rock settantiano, blues, psichedelia, prog, suoni esotici e scie cosmiche si fondono in un'esplorazione salgariana che, oltre al Belize, passa attraverso la Persia e Samarcanda ma pure nelle teste di alcuni egocentrici spostati che sono lo specchio dei nostri limiti e dei nostri vizi”.

Per segnalare alla redazione refusi, imprecisioni ed errori è disponibile un modulo dedicato.

La TUA pubblicità qui. Contattaci