Il termometro

Istruzioni uso e consumo del termometro "digitale" 2.0

Azienda Agricola - Agriturismo Torre Pernice

Ho comprato un nuovo termometro, di quelli digitali. Poiché io sono di quelli che prima leggono le istruzioni, o almeno ci danno un'occhiata, e poi usano le cose vi faccio un riassunto delle mie sensazioni e scoperte. Premettiamo che io non sono straniera, ho una cultura media e pure una certa età, quindi do per scontate molte informazioni che diventandomi superflue mi danno quasi fastidio. Ma capisco che l'azienda produttrice deve tutelarsi da usi impropri causati da ignoranza (nel senso di non conoscere la lingua, gli strumenti più avanzati, le norme igieniche basilari e il comune buon senso).

Ma, tanto per ridere un po', mentre leggevo pensavo a noi bambini di tanti anni fa quando maneggiavamo il termometro a mercurio da soli e imparavamo quel gesto di polso veloce e ritmato utile a riportare a zero (anzi a 34) la temperatura. Insomma, le istruzioni del 2.0 iniziano avvertendo di leggere le istruzioni prima di usare lo strumento; ma credo che chi normalmente non le legge non vedrà neppure questa avvertenza.

Poi mi avverte di non lasciarlo alla portata dei bambini anche perché dentro c'è una batteria. Beh ne abbiamo fatta di strada: noi rischiavamo di mangiare il mercurio e adesso che i bambini il mercurio lo mangiano col pesce importato devono stare attenti alla batteria. La quale alla fine della vita dell'aggeggio dovrebbe essere messa nei rifiuti speciali. Peccato che poco prima mi dica che essa sia termosaldata all'interno e non precisi con quale tenaglia posso scardinarla via. Comunque dopo due anni dovrei far verificare la precisione della misurazione. Non mi dice da chi.

Ma questo succederà almeno tra due anni quindi posso procedere. Alt! A misurare cosa? Gentilmente mi fanno notare che serve solo per il corpo umano, quindi inutile che lo tenga fuori dalla finestra per sapere se nevica e peggio ancora se lo caccio nell'arrosto per vedere se è cotto. Questo mi da due indicazioni: ai miei tempi di bambina nessuno (che non fosse Bergese o Carnacina) avrebbe mai infilato un termometro nell'arrosto e anche i più piccoli imparavano presto che quella riga coi numeri che stava sul balcone non si usava per la febbre. Come dire: bastava vivere in una famiglia normale dove anche senza spiegarti le cose le vedevi fare e le capivi.

Il qui presente apparecchio 2.0 inoltre NON SI DEVE BOLLIRE (è scritto maiuscolo anche nel foglietto istruttivo). Se lo scrivono vuol dire che qualcuno prima o poi ha protestato perché, avendolo bollito insieme alle siringhe delle iniezioni, l'aggeggio ha in seguito manifestato poca voglia di funzionare. A maggior ragione allora non posso infilarlo nella bechamel per le lasagne. Peccato.

Comunque il vantaggio è che in un minuto ti dice a che grado sei. Ma ho un po' nostalgia di quei pomeriggi di influenza in cui alle quattro e mezza – che è l'ora della febbre, dicevano- arrivava qualcuno sbattendo la mano e, tenendo il termometro con maestria, in tre colpi lo preparava ai nostri cinque minuti di assoluta immobilità. Per non romperlo ovviamente. Sennò usciva il mercurio e ti potevi tagliare col vetro. Beh, adesso sarà tutto tecnologico ed è bello così però noi abbiamo imparato ad aver cura delle cose che poi ci potevano servire ancora.

Ps. il 2.0 ha rilevato la mia temperatura esattamente a 36,8; io mi ero tastata il polso (retaggio di una nonna un po' streghetta) e avevo previsto un 37 scarso. Sarò anche io 2.0?

(fonte: Sandra Berriolo)

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