Seconda casa, scendono le valutazioni delle abitazioni in località di villeggiatura: i numeri della crisi

  • Redazione
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  • Attualità
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Sempre più in difficoltà il settore della vendita delle case vacanze. Buoni invece gli investimenti sulle seconde abitazioni nelle locali universitarie.

Non è sicuramente un periodo positivo per il settore immobiliare. La crisi del mattone, a quanto pare, ha colpito anche le vendite delle abitazioni nelle località di villeggiatura, le cosiddette "seconde case". I prezzi delle vendite sono sempre più in calo, come sottolineato da Tecnocasa dai dati emersi da un'indagine relativa al primo semestre del 2016.

Le regioni più colpite dalla crisi

Le bandiere nere della crisi immobiliare sulla seconda casa, spettano a Toscana (-0,44%), Calabria (-2,4%) ed Emilia Romagna (-2,3%). Tutto sommato buoni invece, i dati riguardanti la Campania (-0,1%) che non ha quasi risentito della crisi, Puglia (-0,2%), e Sardegna (-0,3%). Riguardo le singole località di mare, si segnalano valori in ribasso per alcune mete rinomate come Riccione (-4,9%), Scalea (-5,9%), Chiavari (-4,6%) e Rimini (-4,3%). Per le località di montagna invece, da segnalare il ribasso della Val d'Aosta con un -2,2%, e il Piemonte con il -1,3%.

I numeri della crisi

I primi sei mesi dell'anno in corso, infatti, sempre secondo Tecnocasa, hanno fatto registrare un calo compreso tra l'1,2% e l'1,7%. Il crollo generale, rispetto al 2007 dei prezzi del primo semestre, si attesta su un valore che va dal 26,4% per i laghi, 33,9% per la montagna e 38,3% per quanto riguarda le località di mare, con quest'ultime che hanno fatto registrare una riduzione generale dell'1,3%. Non va comunque meglio la vendita nelle località di montagna, con un ribasso di -1,2% rispetto al trend generale. Nera la situazione dei laghi con valori che vanno dal -1,7% fino al -4,7% di alcune mete come il Lago di Iseo. Tra le varie cause della crisi, ovviamente, la pressione fiscale che spesso induce i proprietari persino a disdire il canone Rai per la seconda casa grazie a moduli come quelli consigliati da GuidaFisco.it.

Dove conviene investire

Secondo quanto riferito da una ricerca effettuata dal noto portale Immobiliare.it, il miglior investimento per risollevare il settore immobiliare delle seconde casa, riguarda l'acquisto per la messa in affitto di abitazioni in città, specie quando gli inquilini sono studenti. Chiaramente l'immobile deve essere localizzato in una città universitaria. Mediamente i guadagni, calcolati sulle maggiori 14 città universitarie italiane, vanno dal costo di 400 euro per una stanza, che diventa 280 euro per un posto letto in condivisione. In agosto i prezzi, inoltre, sono aumentati del 4% per le stanze singole e del 2% per le doppie rispetto all'anno precedente.

Le città più care

Il primato per città più cara sugli affitti va alla città di Milano, dove mediamente per una singola i costi sono di 510 euro, calcolato per una sistemazione non in centro città, ma tra centro e periferia. Dopo Milano, invece, la seconda città più cara, resta Roma, con 440 euro al mese di media per una stanza singola e 300 euro per una doppia. L'ultimo gradino del podio è occupato da Firenze, con 355 euro per una singola e 250 euro per una condivisione in stanza doppia.

Le città meno care

Man mano che si scorre lo stivale, da Nord verso Sud, i costi medi per l'affitto delle case universitarie vanno sempre più abbassandosi, fino a raggiungere la media meno cara in Sicilia, dove Palermo e Catania si confermano capitali dei costi di affitto meno cari, con una singola può costare 200 euro e una doppia 180 euro.

La crisi immobiliare sulle seconde casa nelle località di villeggiatura è un dato da non trascurare per il nostro paese, ma l'investimento, invece, in città universitarie continua a pagare nel settore per chi vuole così valorizzare la sua abitazione secondaria.

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