Nuovo codice degli appalti, ecco i primi problemi operativi connessi

Prime avvisaglie di problemi per il nuovo codice degli appalti: focus e ultime novità sulla questione

  • Redazione
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  • Cronaca
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Per una volta, sembrava tutto filare liscio e in maniera perfetta: politica che decideva in tempo rispetto alle direttive europee, accordo trasversale, associazioni di categoria e di imprese che commentavano positivamente le norme. E invece, anche la riforma del Codice degli Appalti, avviata ufficialmente poco dopo la metà del mese di aprile, comincia a mostrare alcuni segni di crepe, a cominciare dalle critiche di chi ne era stato promotore e ha visto troppe modifiche al momento dell’approvazione, fino ai problemi operativi che si stanno riscontrando in queste settimane.

Dai tweet alle bordate. “Ora l'Italia ha un codice europeo”, scriveva sul suo profilo Twitter Stefano Esposito, relatore del testo di legge delega al Senato, lo scorso 7 aprile, subito dopo la notizia del parere positivo espresso dalle commissioni Ambiente e Lavori pubblici di Camera e Senato rispetto al nuovo Codice degli Appalti, che ha recepito anche le modifiche necessarie dopo l’articolare parere espresso dal Consiglio di Stato. A distanza di un mese, però, il tono entusiastico è stato quanto meno sforzato, visto che lo stesso esponente PD, nel corso di una tavola rotonda organizzata dall’Aniem Piemonte ha invece raccontato la sua amarezza per alcune decisioni, come quella di limitare il ricorso obbligatorio all’aggiudicazione di lavori attraverso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Le linee guida. Nelle ultime settimane, inoltre, sono state diffuse anche le indicazioni redatte dall’Agenzia Nazionale Anticorruzione: si tratta di sette linee guida interpretative che dovrebbero servire a per correggere alcuni passaggi ritenuti problematici nel nuovo corso, con un occhio di riguardo a tematiche considerate più urgenti, come appunto il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa o la composizione delle commissioni di gara. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, ad esempio, il decreto attuativo del nuovo codice prevede che le commissioni esterne siano applicabili solo in casi ben precisi, e ovvero per appalti di valore superiore a 5,2 milioni di euro e gare con procedura sottoposta ad offerta economicamente più vantaggiosa. Una scelta che non sembra essere stata condivisa da Cantone e alla sua Authority, che per esigenze di trasparenza del mercato ha difatti “consigliato” di utilizzare la stessa procedura anche per bandi al di sotto di quella soglia (ma comunque al di sopra del milione di euro)

Problemi pratici. A questi contrasti generali si aggiungono poi questioni molto più pratiche e operative: secondo gli esperti, infatti, propria una delle linee guide dell’Anac contiene un possibile “errore”. Per la precisione, parliamo del documento intitolato “Il Direttore dei Lavori: modalità di svolgimento delle funzioni di direzione e controllo tecnico, contabile e amministrativo dell’esecuzione del contratto” che, nella parte finale, abolisce alcune norme, creando però una sorta di vuoto legislativo vista la precedente abrogazione del vecchio Codice degli Appalti con l’entrata in vigore della legge delega a metà aprile scorso. Lo scenario attuale, dunque, rischia di essere paradossale per i lavori i cui bandi sono stati pubblicati dopo l’entrata in vigore del Nuovo Codice, che dunque non hanno alcuna norma di riferimento per quanto riguarda direzione dei lavori e lavori in economia, con il rischio concreto di aprire il campo a forti rallentamenti e contenziosi sull’opera, anche per consegna, sospensione, prezzi dei lavori e così via.

Liberare il campo. Insomma, quello che doveva essere un intervento pensato per semplificare e rendere più trasparenti e utili le norme in materia di appalti rischia, invece, di avere un inizio tortuoso e complicato. Per fortuna, siamo appena agli inizi di questo processo e c’è tempo per migliorare e per perfezionare il nuovo Codice, avviando la riforma auspicata da tutti gli operatori del settore e magari tornando sulla strada e sulle direttrici inizialmente indicate.

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