Aumenta la propensione al risparmio degli italiani: la deflazione continua, ma i dati del consumo sono stabili

  • Redazione
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  • Attualità
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Per il quinto mese consecutivo questo 2016 regala un processo di deflazione. Le famiglie italiane hanno accresciuto il loro potere di acquisto, ma anche lo stimolo a risparmiare, il quale è aumentato dello 0,8%; la spesa dedicata ai consumi non ha quindi subito impennate, anzi, sembra stabile.

In ogni caso i dati Istat confermano una leggera deflazione e un impercettibile calo della pressione fiscale, che si aggira intorno allo 0,2% in 12 mesi. I dati evidenziano la tendenza a una sottile ripresa, ma l’Unione Nazionale dei Consumatori non si sbilancia, sottolineando che la crisi è ancora marcata e quindi il desiderio di spendere è tenuto a bada dal timore delle ristrettezze: il risparmio è ancora l’opzione preferita dalle famiglie italiane. Infatti, nonostante il potere di acquisto sia salito dell’1,1% solo nei primi mesi del 2016, non è stato registrato un aumento della spesa sul bilancio familiare (il dato è fermo a 1,6% annuale).

La capacità di risparmio nel primo trimestre del 2016 è quasi al 9%, considerando il reddito effettivo e quanto accumulato e non speso: addirittura, rispetto all’ultimo trimestre del 2015 era più bassa, in quanto tale dato è aumentato di 0,8 punti.

Come ci spiegano quelli di Soldialsicuro.it In realtà questo aumento di denaro risparmiato non è legato alla maggiore capacità di non spendere e fare economia, bensì all’aumento del reddito: le spese e il tenore di vita restano uguali, senza contare che, grazie al processo di deflazione, i prezzi sono in calo di circa lo 0,4%.

Anche la lieve diminuzione della pressione fiscale ( -0,2 punti) contribuisce ad arricchire lo scenario statistico, i cui dati lasciano capire come le famiglie si sentano ancora insicure e siano in crisi e per questo i consumi rimangono stabili e il potere di acquisto aumenta solo perché diminuiscono i prezzi, a causa del calo dei prezzi dell’energia.

Dunque la capacità strutturale di risparmio delle famiglie aumenta, ma continua ad aumentare anche il desiderio personale di non spendere delle famiglie stesse, troppo irrigidite da una crisi che ha colpito e continua a colpire.

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