CNV: il linguaggio analogico della comunicazione - le braccia

Se avete un atteggiamento negativo, difensivo o teso, il corpo lo comunica in quanto cercherà la posizione più confortevole per quell'atteggiamento..

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Come concluso nel precedente articolo, qualsiasi gesto risulta comodo quando trova corrispondenza in un atteggiamento. Pertanto, se avete un atteggiamento negativo, difensivo o teso, il corpo lo comunica in quanto cercherà la posizione più confortevole per quell’atteggiamento.

Questo concetto è meglio rappresentato nelle righe che seguono dove si passa in rassegna i gesti e movimenti delle braccia e a seguire dalle mani. Sono i gesti che prima vengono notati, anche per la grandezza dell’arto coinvolto. E’ più facile osservare un movimento del braccio che una inclinazione del capo o una micro espressione del volto. I gesti delle braccia possono creare inconsciamente una barriera e indicare chiusura o rifiuto, o al contrario possono dimostrare apertura e disponibilità. La comunicazione è un continuo, ogni azione è causa e conseguenza dell’azione successiva.

Come con tutti i segnali corporei, il senso del messaggio sta non solo in chi lo invia ma anche in chi lo riceve. Si può anche stare comodi con le braccia incrociate, schiena e collo rigidi, ma la reazione che suscita è negativa. La lezione è chiara: non si incrociano le braccia, a meno che non si voglia intenzionalmente comunicare disaccordo o estraneità. Quando entrambe le braccia sono incrociate al petto indica il tentativo di chi compie il gesto di alzare una barriera tra se stessi e una persona o una situazione sgradita. Le braccia conserte al petto sono una posizione universalmente usata e interpretata come atteggiamento negativo o difensivo. La si nota di solito negli incontri pubblici tra persone che non si conoscono, nelle code e in qualsiasi contesto in cui gli individui si sentono incerti o insicuri. O ancora, quando non si è d’accordo e si prendono le distanze da chi sta parlando o dall’argomento che si sta trattando. Però attenzione, perché lo stesso gesto osservato su una persona che aspetta il treno in una fredda giornata, può semplicemente indicare che ha freddo e tiene le braccia incrociate al petto per stringersi e aumentare la temperatura.

Per verificare quanto detto, provate questo semplice test. Alla prima occasione “mondana” avvicinatevi a un gruppo di persone sconosciute che stanno tranquillamente parlando in atteggiamento rilassato, quindi con gambe sciolte, braccia e mani che gesticolano. Unitevi al gruppo incrociando le gambe e soprattutto incrociate le braccia. Osservate ora –è quasi sorprendente, ma succede- che le persone, per il fenomeno del feedback, di fronte alla vostra chiusura, una alla volta inizieranno ad assumere delle posizioni chiuse incrociando le braccia. Tutto questo può avvenire a loro insaputa poiché apparentemente la conversazione tra di loro sta continuando. Allora allontanatevi dal gruppo, mettetevi in disparte e osservate che cosa succede. Noterete che lentamente le persone riaprono le braccia e sciolgono la posizione di difesa che avevano assunto, continuando allegramente la loro conversazione. Solamente i loro corpi si erano accorti, a livello inconscio, dell’intrusione minacciosa, o almeno negativa, che era avvenuta da parte di un altro corpo e per reazione si erano atteggiati in posizione di chiusura (estratto da “Il Linguaggio Segreto Del Copro”, A. Guglielmi, 1999).

Lo scopo di tale test è di dimostrare che le braccia conserte possono avere effetti negativi. In più, le ricerche condotte negli Stati Uniti hanno prodotto risultati inquietanti. A un gruppo di studenti volontari è stato chiesto di partecipare a una serie di conferenze tenendo una posizione rilassata, con il divieto di incrociare braccia e gambe. Ad un secondo gruppo di studenti invece è stato richiesto di assumere la posizione contraria. Alla fine è stato valutato il grado di assimilazione e la conoscenza degli argomenti trattati da parte dei due gruppi, nonché l’opinione nei confronti dell’oratore. Dai risultati è emerso che il secondo gruppo ha assimilato il 38% in meno del primo. Inoltre, ha formulato un giudizio più critico nei confronti dell’oratore e della conferenza stessa. Gli esperimenti dimostrano che, quando un ascoltatore incrocia le braccia, non solo nutre pensieri più negativi nei confronti dell’oratore, ma presenta anche minore attenzione a quanto afferma, rendendo invano il tentativo dell’oratore di compiere una comunicazione efficace. Finché l’interlocutore resterà in questa posizione sarà impossibile che ascolti o accetti senza riserve quanto si sta dicendo. Bisogna sempre tenere presente che il linguaggio corporeo è più onesto delle parole. A questo punto, l’oratore dovrebbe cercare di capire la causa dell’incrocio delle braccia e fare in modo che l’interlocutore si posizioni in posizioni più ricettive. L’atteggiamento causa il gesto, il perdurare del gesto rinforza l’atteggiamento.

Un modo semplice ma efficace per indurre una persona a disincrociare le braccia è darle qualcosa da tenere o da fare. Porgetele una penna, un libro, un opuscolo, un campione o un testo scritto: sarà costretta ad allungare un braccio e a chinarsi in avanti assumendo una posizione più aperta, quindi più ricettiva. Anche chiederle di avvicinarsi col busto per osservare meglio un oggetto o un’immagine può rivelarsi un espediente prezioso.

Il gesto di incrocio delle braccia ha molte varianti. Si considerano solo quelle che con maggior frequenza si osservano durante una conversazione.
Nella posizione rinforzata a braccia conserte, il soggetto ha le mani chiuse a pugno e le braccia incrociate e suggerisce un atteggiamento ostile e di difesa. Se a essa si associano sorriso a labbra tirate, denti serrati e viso arrossato attendetevi un’aggressione verbale o fisica. A questo punto è necessario adottare un approccio conciliatorio per scoprire la causa del problema. Altrimenti è inutile continuare la conversazione, poiché tutto quello che si dirà sarà respinto a priori.

Nella presa delle braccia il soggetto si afferra entrambe le braccia per sostenersi e coprire la parte anteriore del corpo. A volte le braccia possono essere strette con tanta forza che dita e nocche diventano bianche, quasi non vi circolasse più il sangue. Questa posizione è un modo per l’interessato di trarre conforto. È come se si stringesse, limitando in tal modo il suo spazio personale.

Invece di incrociare completamente le braccia, atto che può rendere palese la tensione, le donne usano un gesto più sottile come l’incrocio parziale. Un braccio è posto orizzontalmente all’altezza della vita e stringe l’altro, in modo da formare una barriera. Le barriere così create sono usate di frequente in occasioni di riunioni con persone sconosciute o quando ci si sente insicuri. Una donna che assume questa posizione si trova in una situazione tesa, anche se di solito afferma di sentirsi “a proprio agio”. Lo stesso stato d’animo nell’uomo si manifesta diversamente. Infatti adotta la posizione cosiddetta della “zip rotta”, ovvero l’incrocio della mani sul copro, a protezione della parte intima, soprattutto quando devono ricevere un premio o tenere un discorso in pubblico. Questo gesto li fa sentire sicuri poiché protegge i genitali ed evita le conseguenze di potenziali attacchi frontali. Inoltre, un uomo ansioso o a disagio può toccarsi il cinturino dell’orologio, controllare il contenuto del portafoglio, stringersi o sfregarsi le mani, giocherellare con il bottone del polsino o usare qualsiasi altro gesto che gli permetta di camuffare il gesto di incrociare le braccia davanti al corpo. Sistema preferito dagli uomini d’affari insicuri è tenere la ventiquattrore o una cartellina davanti a sé. All’osservatore esperto questi “tic” appaiono rivelatori. Infatti, non hanno altro scopo se non quello di mascherare il nervosismo. Anche le donne mascherano il nervosismo con l’ausilio di oggetti. Se si sentono a disagio o insicure, le donne possono tenere in mano “cose” che possono variare dalla circostanza al fine di mascherare il proprio stato d’animo e fornire loro una sensazione di protezione.

Riassumendo, abbiamo visto diversi gesti con oggetto le braccia. Non importa come l’autore del gesto le consideri. Il gesto di incrociare le braccia davanti al corpo viene spesso e sovente interpretato in modo negativo. Il messaggio influenza, peraltro, sia l’autore del gesto sia il suo interlocutore. Esercitatevi dunque a non incrociare le braccia e a mantenerle in una posizione di apertura che comunichi sincerità e credibilità. Mantenerle aperte è un gesto connotato positivamente sinonimo di apertura e disponibilità. Di seguito alcuni esempi.

Durante l’ascolto, mantenere le braccia in posizione aperta dimostra che siamo rilassati, che non ci difendiamo e che siamo disponibili a recepire quanto ci viene detto. La stessa cosa vale per quando si ha la parola. Parlare con i palmi bene in vista segnala la nostra onestà. Il messaggio implicito è “scopro il petto perché non ho niente da nascondere”. A prescindere dalla cultura della persona con cui si parla, tenere le braccia in questo modo è sempre consigliato al fine di dare agli altri l’impressione di essere sinceri e credibili.

Un gesto assolutamente da evitare e al quale prestare molta attenzione è quello compiuto aprendo le braccia, ma girando i palmi delle mani verso l’interno. In questo modo si vuole sembrare aperti e sinceri, ma in realtà si sta coprendo qualcosa, tra cui il nostro corpo. Spesso, una persona che parla così tiene anche la giacca “abbottonata”, la quale indica la volontà di non esporsi più di tanto.

Oltre ad aprirsi e chiudersi, le braccia possono anche muoversi nello spazio, come a fendere l’aria. Il movimento è dall’alto verso il basso e le mani sono tenute in posizione verticale. L’effetto è quello di due lame che tagliano. Le mani in quella posizione sembrano contenere e delimitare. Pongono dei confini molto precisi dai quali chi parla non è disposto a uscire. È un gesto rivelatore di intenzione nella misura in cui chi parla profusa idee di totale apertura. L’interlocutore accorto noterà l’incongruenza tra i due linguaggi assumendo per vero ciò che il corpo comunica.

Si può asserire che in linea di massima i movimenti delle braccia dall’alto verso il basso sono connotati negativamente. Ciò vale anche nel caso in cui un oratore, nel tentativo di dare più enfasi al discorso, alza il tono della voce battendo le mani sul tavolo che ha davanti a sé. Le braccia che scendono dall’alto con i palmi rivolti verso il basso rivelano un malcelato tentativo di sottomettere chi ascolta, un desiderio di prevaricare.

La figura a fianco può essere considerata un riassunto di quanto detto. Soprattutto per ciò che è possibile mettere in atto per nascondere/coprirsi o difendersi. Si può osservare che le braccia sono incrociate a barriera e le mani sono nascoste. La giacca è abbottonata. La sciarpa copre il collo e l’impermeabile funge da scudo appoggiato al braccio che nasconde parte del corpo. Altra protezione è costituita dalle riviste che tiene ben strette al petto. Infine, il viso è coperto dalla folta barba e dagli occhiali scuri. O si tratta di un personaggio famoso che non vuole farsi riconoscere o è molto insicuro o ha parecchio da nascondere. Qualunque sia la motivazione tutto ciò suscita una giusta diffidenza in chi lo incontra. Voi trattereste un affare con una persona che si presenta in questo modo?

Roberto Bonadonna

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