CNV: il linguaggio analogico della comunicazione - gambe e piedi

Il modo in cui una persona usa gambe e piedi rivela dove voglia andare o ciò che è prossimo a fare

Ferrari Innovations

Nell’essere umano le gambe si sono evolute per due scopi. Sia per consentirgli di muoversi e di procurarsi il cibo o per scappare dai pericoli. Dato che tali funzioni – avvicinarsi a ciò che si vuole e fuggire da ciò che non si vuole – sono insite nel cervello umano, il modo in cui una persona usa gambe e piedi rivela dove voglia andare o ciò che è prossimo a fare. In altre parole, se si desidera continuare una conversazione, le posizioni a gambe divaricate o non incrociate denotano un atteggiamento aperto al colloquio. Invece la posizione a gambe incrociate indica chiusura o incertezza. Quindi, una persona che non ha interesse per una conversazione incrocerà braccia e gambe, puntandole nella direzione opposta all’interlocutore segnalandogli in tal modo la sua chiusura o il suo disinteresse. Invece, una persona interessata manterrà un atteggiamento di apertura con un orientamento verso l’interlocutore.

Se la conversazione avviene in piedi si possono enumerare le seguenti posizioni rivelatrici d’animo. Esse sono:

  • la posizione sull’attenti;
  • a gambe divaricate;
  • con il piede avanti;
  • la posizione a gambe incrociate.

La posizione sull’attenti denota un atteggiamento neutro in cui non c’è desiderio di restare né di andarsene. Negli incontri tra uomini e donne viene usata più spesso da queste ultime perché consente loro di mantenere le gambe unite in una posizione di “no comment”.

La posizione a gambe divaricate è una posizione perlopiù maschile. È simile alla posizione inguinale. L’uomo pianta fermamente i piedi per terra a sottolineare che non ha intenzione di andarsene. La posizione è usata per comunicare il proprio predominio. Dato che mette in evidenza i genitali, conferisce a chi la usa un atteggiamento virile.

Nella posizione del piede in avanti il peso del corpo è spostato su un’anca. Ciò fa sì che un piede sia puntato in avanti. È una posa indicativa delle intenzioni che il soggetto ha nell’immediato futuro. Il piede punta nella direzione in cui la mente vuole andare. In una situazione di gruppo inconsciamente si punta il piede verso la persona più interessante o attraente, quando però si intende andar via lo si rivolge all’uscita più vicina. La prossima volta che prendete parte a una riunione a cui sono presenti uomini e donne osservate i partecipanti. Noterete che alcuni gruppetti stanno con le braccia e le gambe incrociate. Se guardate meglio, vedrete che si tengono a maggiore distanza gli uni dagli altri rispetto alla distanza cosiddetta sociale. Se indossano giacche o cappotti, probabilmente li terranno abbottonati. Questo è il comportamento che la maggior parte degli individui ha in mezzo a persone poco conosciute.

Se la posizione a gambe aperte denota apertura o predominio, quella a gambe incrociate indica un atteggiamento negativo, di chiusura, di sottomissione o di difesa poiché protegge e nasconde i genitali. Fa apparire la persona insicura e scatena nelle altre una reazione analoga. Nel caso di una donna la posizione a forbice comunica due messaggi. In primo luogo l’intenzione di restare. In secondo luogo di “accesso negato”. Quando è un uomo a usarla significa che non c’è l’intenzione di andar via, ma anche che il soggetto non vuole rischiare di essere colpito in una zona vulnerabile. Se una persona si trova in compagnia di altre persone che ritiene inferiori, userà la posizione inguinale. Invece, se si trova con persone che giudica superiore, questa posizione lo metterebbe in competizione con loro e lo farebbe sentire vulnerabile. Gli studi condotti dimostrano che le persone poco sicure di sé incrociano le gambe.

Anche quando si è seduti le gambe sono preziosi indicatori d’animo. Nelle seguenti righe si prenderanno in considerazione alcune tra le più ricorrenti posizioni, quali:

  • accavallare le gambe all’altezza del ginocchio,
  • accavallare le gambe all’altezza della caviglia,
  • appoggiare le mani sul ginocchio ovvero “il quattro americano”,
  • stringere la gamba accavallata ovvero “il quattro americano rafforzato con le mani”,
  • l’intreccio delle gambe e infine l’incrocio simultaneo di gambe e braccia.

L’azione di accavallare le gambe all’altezza del ginocchio indica che la persona è moto rilassata. Peculiarità di questo gesto è che in Europa viene usato da entrambi i sessi. Invece, in America è riservata quasi esclusivamente al gentil sesso. Di conseguenza, alcuni uomini americani si sentono a disagio in compagnia di altri uomini europei che adottano questa posizione poiché li ritengono effeminati. Nell’incrocio all’europea una gamba viene incrociata sopra l’altra. Nel 70% dei casi è la sinistra. Questa è la normale posizione a gambe incrociate usata da europei e asiatici.

Accavallare le gambe all’altezza della caviglia in tutto il mondo comunica “essere educatamente rilassato”. In questa posizione è difficile balzare in piedi all’improvviso in caso di bisogno. Chi si sente più a suo agio oppure è di rango superiore può permettersi di essere meno all’erta. La versione maschile dell’incrocio delle caviglie si associa spesso a pugni chiusi appoggiati sulle ginocchia, o mani strette intorno ai braccioli della sedia. La versione femminile varia leggermente. Le ginocchia sono vicine, i piedi talora di lato e le mani sono appoggiate l’una accanto all’altra, o una sull’altra, in grembo.

Allan e Barbara Pease in trenta anni di esperienza sul campo hanno notato che, quando un intervistato incrocia le caviglie è come se “si mordesse il labbro”. In altre parole, sta trattenendo un sentimento negativo, di incertezza e di paura. I piedi sono di solito nascosti sotto la sedia, posizione che denota chiusura in sé. Quando una persona partecipa veramente a una conversazione i suoi piedi sono ben visibili e non incrociati (“The Definitive Book of Body Language”, A. e B. Pease, 2004).

Il “quattro americano” indica che la persona che adotta questa posizione è decisamente rilassata. La persona è seduta e appoggia la gamba sul ginocchio dell’altra gamba. Questa forma di accavallamento è esclusivamente maschile. È l’equivalente della posizione inguinale, dato che mette in evidenza i genitali. Tale gesto è diffuso in tutto il mondo. Oltre agli americani, altre culture in fase di americanizzazione (Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Filippine) adottano questa posizione per denotare un atteggiamento competitivo o polemico. In Medio Oriente, in Arabia Saudita, Egitto e Singapore può essere un gesto offensivo poiché mettendo le gambe in questo modo si mostra quasi sempre la suola della scarpa. L’azione è considerata un insulto grave nelle parti del mondo citate poiché costringe a mostrare la suola delle scarpe che, quando si cammina, viene a contatto con la sporcizia del terreno. Anche in Tailandia, il gesto in qualunque sua forma è considerato alquanto maleducato.

Stringersi la gamba accavallata, ovvero attuare il quattro americano rafforzato con la mano in tutto il mondo evidenzia l’essere testardo a riguardo di qualcosa. Questa è la reazione inconscia di chi resiste alla persuasione nel corso di una discussione. Il messaggio trasmesso è “Le mie idee, come del resto il mio corpo, sono bloccate in questa posizione e non si muoveranno di una virgola”. Dagli studi condotti è inoltre emerso che gran parte delle persone prende la decisione finale quando ha entrambi i piedi per terra. Dunque, quando si vede la posizione del quattro o del quattro rafforzato non è opportuno sollecitare l’interlocutore a decidere. È più conveniente fare in modo che disincroci la gamba in modo che entrambi i piedi tocchino per terra (“The Definitive Book Of Body Language”, A. e B. Pease, 2004).

L’intreccio della gamba denota insicurezza e comunica che la persona si è ritirata nel suo guscio come una tartaruga, nonostante mantenga la parte superiore del corpo in posizione rilassata, il dorso del piede si appoggia alla gamba opposta, come per sostenerla. Si osserva particolarmente nelle donne sia che siano sedute, sia che siano in posizione eretta. In entrambi i casi significa “essere a disagio”. Questa situazione inconscia è il segno tangibile che una persona è nervosa o si sente a disagio, anche se la parte superiore del corpo può apparire rilassata. Generalmente parlando i piedi sono la parte più onesta del corpo. Questo perché si è meno consapevoli rispetto le altre parti vicino al viso. Il piede ancorato dà un senso di sicurezza, proprio perché agisce da ancora, tenendo la persona ben ferma in un luogo. Tutto ciò vale anche per la posizione in piedi. L’unica differenza è che questa versione del gesto è eseguita esclusivamente delle donne. Per indurla ad aprirsi è necessario adottare un approccio cordiale, amichevole e pacato.

Quando una persona incrocia sia gambe sia braccia significa che si ritira emozionalmente dalla conversazione. Quando siede in questa posizione ogni tentativo di persuasione potrebbe risultare inutile. Si è notato nel mondo del lavoro che le persone che siedono in questa posizione usano frasi più brevi, rifiutano più proposte e ricordano meno particolari di quanto discusso rispetto a chi siede a gambe e braccia aperte.

Allan e Barbara Pease hanno avuto occasione di studiare il settore delle risorse umane. In tali studi hanno scoperto che gran parte degli intervistati incrociavano le caviglie a un certo punto del colloquio. Ciò per controllare un sentimento o un atteggiamento (“The Definitive Book Of Body Language”, A. e B. Pease, 2004). Nierenberg e Calero hanno osservato che, quando un soggetto incrociava le caviglie durante una trattativa, spesso evitava di concedere qualcosa di importate e che, ponendogli un’apposita serie di domande e posizionandosi nel contempo di fianco e non di fronte, nel 42% dei casi lo si poteva indurre a disincrociare le caviglie e a fare tale concessione (“How To Read A Person Like A Book”, G. Nierenberg e H. Calero, 1971).

E per concludere la rassegna dei movimenti analogici della comunicazione nelle prossime righe osserveremo i piedi. Generalmente i piedi indicano sempre il senso verso il quale la testa è rivolta. Indicano verso quale direzione si vuole andare. Se ci stiamo dirigendo in un luogo e una persona ci ferma per parlare, probabilmente ci arrestiamo, giriamo la testa per guardarla, le rispondiamo e sorridiamo, ma forse i nostri piedi continuano a restare rivolti verso il luogo ove eravamo diretti. La persona che ci ha fermato forse si sentirà a disagio, in quanto starà avvertendo il doppio messaggio che gli stiamo inviando. Sembriamo intenti ad ascoltarlo, ma stiamo mentalmente altrove e in realtà non siamo affatto interessati. I piedi lo rivelano.

Quando durante la trattativa uno dei due gira i piedi verso la porta, significa che il discorso è finito e desidera andarsene. Le punte dei piedi sono come vere e proprie frecce. Oltre a indicare la direzione, mostrano anche l’interesse che una persona prova per un’altra. Importante ricordare che tutto questo avviene a livello inconscio. In questa fase è solo il corpo che parla, mentre le persone intente a conversare non sono coscienti della dinamica che si sta instaurando.

Un movimento trans-culturale diffuso in tutto il mondo è il “battere i piedi”. Significa “sono impaziente”. Il piede viene battuto ritmicamente sul pavimento. Questa azione ha lo stesso significato del tambureggiare con le dita e del piede che dondola. Il piede è come se volesse scappare ma, invece, rimane dove è. In altre parole, si tratta di un movimento di fuga simbolico compiuto ogni qualvolta la persona vorrebbe essere da un’altra parte, ma per convenienza, o obbligo, non può andarsene.

Altro movimento del piede che è recepito nello stesso modo in tutto il mondo è il “dondolamento del piede”. Significa sono annoiato e voglio andare via. Il piede della persona seduta è fatto dondolare su e giù nell’aria. Alla stregua del tambureggiare delle dita e del battere del piede, indica la volontà di scappare via. Visto che il movimento del piede che dondola può essere gradualmente ridotto fino a farlo diventare impercettibile, questa azione è spesso meno esplicita del tambureggiare delle dita o del battere il piede.

I coniugi Pease hanno condotto esperimenti con oggetto i movimenti dei piedi. Ad alcuni dirigenti hanno chiesto di mentire in modo convincente durante una serie di interviste realizzate per l’occasione. A prescindere dal sesso si è notato che quando si dice il falso i soggetti aumentavano inconsciamente il numero dei movimenti con i piedi. Gran parte usava espressioni facciali artefatte o cercava di controllare la gestualità delle mani, ma ben pochi erano consapevoli dei movimenti che compivano con gambe e piedi. I risultati dell’esperimento sono stati inoltre sottoposti a valutazione allo psicologo Paul Ekman, il quale ha scoperto che, quando si mente, non solo le persone muovono di più la parte inferiore del corpo ma che un osservatore ha maggiori probabilità di capire che stanno mentendo se ne osserva l’intero corpo. Ciò spiega perché molti dirigenti, indipendentemente dalla cultura, si sentano a loro agio solo quando siedono a una scrivania che nasconda la parte inferiore del corpo. I tavoli col ripiano di vetro generano più ansie di quelli non trasparenti. Lasciando le gambe in piena vista danno al soggetto la sensazione di non avere un controllo totale di sé (“The Definitive Book Of Body Language”, A. e B. Pease, 2004).

Concludendo, se una persona non si sposta, ma resta ferma con i piedi in una posizione, è fermo anche il suo punto di vista. Se si vuole far accettare un’idea si deve riuscire a far spostare fisicamente l’interlocutore. Metaforicamente noi diciamo “Perché non provi a vedere le cose da un altro punto di vista?”. Con il movimento cambia lo stato mentale. Lo si nota quando ci sentiamo bloccati e non riusciamo ad andare avanti con un lavoro. In quelle giornate in cui il cervello gira a vuoto è sufficiente fare due passi per vedere il problema in un’ottica diversa. Ed ecco che lo stato mentale è cambiato.

Roberto Bonadonna


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