La magia di The Watch incanta il “Govi”

Attualmente la miglior tribute-band mondiale dei Genesis

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Era letteralmente gremitissimo, sabato 28 novembre, il teatro “Rina & Gilberto Govi” di Genova Bolzaneto, per assistere al concerto di The Watch, band probabilmente annoverabile come il miglior tributo ai Genesis oggi esistente a livello mondiale.

E infatti, nonostante siano italiani, The Watch suonano molto più all’estero che nella nostra nazione: sono infatti appena tornati dall’Est Europeo e nei primi mesi del 2016 saranno in tour in Norvegia.

La formazione sul palco ricalca fedelmente quella dei Genesis degli anni d’oro: Simone Rossetti, cantante dalla voce estremamente simile a quella di Peter Gabriel, suona anche il flauto e il tamburello, attorniato da Giorgio Gabriel (chitarre), Valerio De Vittorio (tastiere, chitarra acustica e cori), Mattia Rossetti (basso, chitarre, bass pedals e cori) e Marco Fabbri (batteria e percussioni).

Anche la posizione dei musicisti sul palco riproduce fedelmente quella genesisiana, con tutti gli strumentisti seduti e concentrati proprio come faceva la band inglese nella prima parte della carriera.

Ma attenzione: definire The Watch un tributo sarebbe assolutamente riduttivo! Niente costumi, abiti di scena o mascherate imbarazzanti: qui l’unica vera protagonista è la musica, i brani vengono eseguiti con sonorità fedelissime, ma vengono altresì fatti rivivere, trovano nuova linfa e nuova grinta, per uno show ai massimi livelli.

Il concerto ha visto l’esecuzione integrale di “The Lamb lies down on Broadway”, il classico immortale genesisiano del 1974, inframezzato però da un paio di brani di propria composizione dei Watch, tratti dal loro album più famoso, “Vacuum”, perle di rara bellezza che non sfigurerebbero nel novero dei “classici di domani” del rock mondiale.

Due bis da far venire giù il teatro dagli applausi: altri due capolavori genesisiani come “Firth of fifth” e “The musical box”.

L’organizzatrice dell’evento, Marina Montobbio, donna che si dedica alla musica di qualità con una dedizione e un coraggio encomiabili, ha offerto prima del concerto una degustazione di vini della sua azienda di famiglia. I bianchi e i rossi venivano commentati da un enologo, ma anche musicista, di fama mondiale: Luciano Boero de La Locanda delle Fate (tanto per dare un metro alla caratura di questa pregevole band: sono quelli che hanno aperto, lo scorso anno, le date del tour giapponese dei Pooh). Boero, tra aneddoti divertenti e ricordi personali, abbinava i vari vini agli album dei Genesis, che poi venivano recensiti e descritti pubblicamente da Mino Profumo, autore di un ottimo libro dedicato proprio alla storia delle tournée italiane di questa storica band.

Marina Montobbio ha già un altro prezioso appuntamento in programma: il 30 gennaio, infatti, al “Govi” suonerà Franck Carducci, validissimo polistrumentista francese, autore di ottimi album, imprevedibili, originali e trascinanti.

(Si ringrazia la “ZiaMildred” per la foto del concerto)

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