Piaggio non è più di proprietà italiana

Mubadala ha chiuso il 2015 rilevando tutte le quote azionarie di Piaggio Aerospace

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Mubadala, il grande gruppo finanziario di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, ha comprato l’ultimo 1,95% di quote azionarie di Piaggio Aerospace rimasto in mano all’imprenditore Piero Ferrari.

Fu proprio Piero Ferrari, che nel 1998 era il vicepresidente di Ferrari S.p.A., a lanciare in quell’anno un programma per salvare l’azienda aeronautica Piaggio, che in quel momento navigava in cattive acque. Ferrari, insieme all’italo-venezuelano José Di Mase, radunò una cordata di imprenditori e, grazie a una serie di progetti azzeccati, come il bimotore a turboelica P-180 “Avanti II”, pensato per l’aviazione d’affari nella classe sotto i 10 passeggeri, il marchio Piaggio Aero (che all’inizio del 2015 ha cambiato nome e logo con il nuovo Piaggio Aerospace) iniziò un lento e doloroso cammino di rinascita, pieno di fatica e di ostacoli, ma anche di grandi soddisfazioni.

Nel 2013 la finanziaria Mubadala è entrata in questa squadra di imprenditori e, nel giro di soli due anni, ha acquistato le quote di tutti gli altri azionisti ed è diventata unico proprietario del marchio; due anni fa il gruppo monetario di Abu Dhabi deteneva solo il 41% delle quote, ora ha il 100%.

Per quanto riguarda il futuro dell’azienda, Mubadala ha grandi progetti: spingerà sul mercato civile mondiale (soprattutto in quello americano) il nuovo bimotore “Avanti Evo”, che costituisce un perfezionamento della gamma, con le prestazioni più alte della categoria in termini di velocità e autonomia, a fronte di un minor impatto ambientale grazie a consumi ed emissioni ridotti. Il marchio emiratino, però, guarda con particolare interesse al mercato militare, con due evoluzioni derivate sempre dalla ormai collaudata gamma P-180: la variante “dronizzata” (cioè operante senza pilota a bordo) P-1HH “Hammerhead”, pensata per svolgere pericolose missioni di osservazione e ricognizione in zone di guerra, e il pattugliatore marittimo P-180 MPA (Maritime Patrol Aircraft).

Per quanto riguarda il futuro dell’Italia, però, qualche nube all’orizzonte prende forma: avrà ancora senso, per l’azionista arabo, tenere in piedi i due attuali stabilimenti di Villanova d’Albenga e di Sestri Ponente, o preferirà trasferire la produzione all’estero per ridurre i costi?

È triste, oggi, riflettere sul fatto che Piaggio Aerospace non sia più italiana proprio in occasione del suo 100° compleanno: infatti è pur vero che le Officine Meccaniche Rinaldo Piaggio nacquero nel 1884, quindi ben più di un secolo fa, ma la loro divisione aeronautica fu fondata nel 1915, per far fronte al fabbisogno di tecnologie per l’epoca innovative introdotte con lo scoppio della I Guerra Mondiale. Oggi l’Italia tutta si augura che la candelina “numero 101” non venga spenta negli stabilimenti di qualche altro posto del mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=d9jhfQ8BEak

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