Training cognitivo contro l'Alzheimer

Migliorare la vita del malato di Alzheimer: scopriamo insieme come

Azienda Agricola - Agriturismo Torre Pernice

È italiano lo studio più recente sui benefici del training cognitivo nei malati di Alzheimer. Si tratta di una ricerca portata avanti dai ricercatori dell’Irccs Inrca Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per anziani di Ancona, nell’ambito del progetto “My Mind: gli effetti del training cognitivo per anziani”.

I risultati della ricerca, promossa e finanziata nel 2012 dal Ministero della Salute e dalla Regione Marche, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Rejuvenation Research.

Alzheimer, la malattia della memoria: ecco di cosa parliamo

AbilityChannel, il portale editoriale dedicato all’incontro tra sport e disabilità, spiega in maniera semplice e approfondita le principali caratteristiche di una malattia – partendo proprio dai sintomi dell’Alzheimer - che si insinua in maniera molto subdola nella vita delle persone e a poco, a poco la cancella. Si tratta di una patologia che colpisce circa il 5 per cento delle persone con più di 60 anni. Nel nostro Paese i soggetti affetti dal morbo di Alzheimer sono circa 500 mila. Una forma di demenza senile particolarmente aggressiva, data da una alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. Determinante è la diagnosi e i suoi tempi.

Purtroppo, però, non sempre i primi sintomi sono di facile attribuzione e possono essere facilmente sottovalutati. I principali sintomi sono la comparsa di improvvisi vuoti di memoria che compromettono la funzionalità di ogni giorno, l’insorgere di difficoltà a pianificare le cose o a risolvere i problemi, al comparsa di improvvise difficoltà nello svolgere attività quotidiane a casa, sul lavoro o nel tempo libero. Insorgono anche confusione spazio-temporale, difficoltà visive e nel riconoscimento delle relazioni spaziali tra le cose, problemi a scrivere o a parlare, problemi con l’ordine.

Viene meno la capacità di giudizio e l’umore subisce repentini cambiamenti.

Migliorare la vita del malato allenando la mente è possibile

Ecco, quindi, che dai ricercatori di Ancona arriva una speranza: migliorare le condizioni di vita dei malati di Alzheimer e rallentare l’avanzata della malattia è possibile con il training cognitivo. Niente di più semplice, si tratta di tenere la mente in allenamento. Ben vengano, quindi, parole crociate, carte, sudoku e un vero e proprio mix di esercizi mirati. È quanto emerge dallo studio nato proprio con lo scopo di dimostrare scientificamente gli effetti di un programma di allenamento mentale sul mantenimento e il recupero delle abilità intellettive negli anziani. Il tutto senza fare ricorso ai farmaci.

La durata della ricerca è stata di tre anni e ha interessato 300 pazienti, anziani, che presentavano tre diversi cognitivi. Si trattava di soggetti sani o con decadimento cognitivo lieve o di anziani con una diagnosi di malattia di Alzheimer nella fase lieve moderata.

Queste persone sono state sottoposte a un fitto programma di esercizi che andavano dall’apprendimento di tecniche mnemoniche, a quelle di concentrazione e orientamento. Sono state insegnate loro anche strategie più o meno complesse per ricordare eventi e appuntamenti, metodi per scrivere e allo stesso tempo memorizzare in modo più efficace anche attraverso il ricorso a calendari e agende.

I soggetti oggetto della ricerca sono stati spinti anche a scrivere brevi racconti, con l’obiettivo di fissare i ricordi e migliorare la padronanza del linguaggio.

I risultati

Alla fine del programma ben il 70 per cento dei malati di Alzheimer ha fatto registrare un sensibile miglioramento delle performance e dello stato psicologico, soprattutto in riferimento alla Alzheimer’s Disease Assessment Scale che valuta la gravità della malattia attraverso indicatori quali memoria, linguaggio e orientamento.

Positivi anche i riscontri sull’umore, il livello di stress e il benessere percepito. Per Cinzia Giuli, responsabile del progetto “My Mind”, «Il training cognitivo rappresenta un’innovazione nel campo delle terapie contro le demenze poiché non ha effetti collaterali o controindicazioni, e si può personalizzare con esercizi mirati per ogni singolo caso».

Per segnalare alla redazione refusi, imprecisioni ed errori è disponibile un modulo dedicato.

La TUA pubblicità qui. Contattaci