#SaveSammezzano: il movimento per salvare il Castello

Un gioiello storico di architettura eclettica in stato di abbandono

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Save Sammezzano è un movimento formato da decine di migliaia di persone ed é nato inizialmente come un semplice gesto provocatorio atto a mantenere accesa l'attenzione sulla triste vicenda che in questi anni ha caratterizzato il Castello di Sammezzano: il più importante esempio di architettura eclettica d'Italia sito in Toscana. Esso infatti è una costruzione in stile moresco edificata nel 1605 ma la storia del luogo è però assai più antica: si può risalire all’epoca romana e continuare nei secoli successivi. Addirittura lo stesso Carlo Magno, nel 780 di ritorno da Roma, potrebbe esservi passato, come afferma il grande storico Davidsohn nella sua “Storia di Firenze”. La tenuta di cui fa parte Sammezzano appartenne in seguito a famiglie molto importanti: dagli Altoviti passa ai de’ Medici che a sua volta la vendette alla famiglia Ximenes d'Aragona, proprietaria del bene fino all’ ultimo erede.

In seguito la tenuta di Sammezzano, che si estende per circa 190 ettari i cui 2 terzi ricoperti da bosco, passò in eredità a Ferdinando Panciatichi Ximenes D’Arangona, il quale dotato di grande cultura, coerente con i propri ideali, ingegnere, architetto e politico di primo rilievo nel passaggio dal Granducato di Toscana al Regno d’Italia, riprogettò il Castello tra il 1853 e il 1889 trasformando un edificio fortilizio in uno scrigno di tesori creato a sua immagine come rappresentazione del suo modo di vedere il mondo, unico e straordinario.

Sull’onda della corrente culturale ottocentesca definita “Orientalismo” , Ferdinando iniziò a modificare la struttura esistente e realizzarò nuove sale: la Sala d’Ingresso, il Corridoio delle Stalattiti, la Sala da Ballo fino alla Torre centrale che riporta scolpita la data del 1889. Il parco invece, tra i più vasti della Toscana, venne fatto costruire a metà dell'Ottocento da Ferdinando Panciatichi, il quale vi fece piantare una grande quantità di specie arboree esotiche e lo arredò con elementi architettonici in stile moresco quali un ponte, una grotta artificiale con statua di Venere, vasche, fontane e altre creazioni decorative in cotto.

Fino alla fine degli anni 60 il Castello fu una residenza privata, successivamente è stato adibito ad hotel di lusso ma ad inizio anni 90 chiuse, a causa degli ingenti costi di mantenimento. Da allora non fu più riaperto e nonostante questa sua unicità, permane in stato di abbandono e decadenza da oltre 30 anni.

A seguito di questa situazione, Francesco Esposito come privato cittadino ha ritenuto doveroso fare qualcosa affinché tale situazione non cadesse nel dimenticatoio. Tutto è quindi iniziato con una provocatoria raccolta fondi, lanciata sul più noto sito di Crowdfounding del mondo con l'obiettivo di raccogliere abbastanza fondi per acquistare, ristrutturare e trasformare in museo il Castello di Saemmezzano, rendendolo così accessibile a chiunque lo voglia vedere. Purtroppo non avendo raggiunto la somma necessaria, l'iniziativa non è andata a buon fine. Tuttavia la provocazione ottenne fin da subito un'incredibile riscontro che si è poi concretizzato con le varie interrogazioni parlamentari riguardanti il futuro del castello giunte sia alla camera che al senato. Finalmente la politica si è fatta sentire "vicina" a quella che era una battaglia iniziata da un privato cittadino come Francesco Esposito ma che ha indiscutibilmente un'importanza nazionale.

Adesso ci sono una trentina di persone (tra cui alcuni cittadini inglesi ed americani) che giornalmente si adoperando per diffondere e sostenere il progetto. E' stata quindi fondata la pagina facebook “Save Sammezzano”, che sta riscuotendo un incredibile successo, ed è stata lanciata una petizione sul noto sito change.org con lo scopo di chiedere alle istituzioni la garanzia dell'accesso pubblico al Castello di Sammezzano a prescindere da chi saranno i futuri proprietari.

Il movimento si auspica per l'appunto, che durante la prossima asta si presenti almeno un acquirente privato che acquisti e ristrutturi il Castello ma che permetta l’accesso al piano nobile. E' infatti moralmente giusto, a prescindere dalla futura destinazione d’uso del Castello, prevederne la fruizione pubblica, per permettere che sempre più persone se ne possano innamorare, immortalandolo per sempre nei propri ricordi e nel proprio cuore. Ad oggi il Castello appartiene a una società italo-inglese Sammezzano Castle Srl che dopo l'avvio iniziale nel 1999 di alcuni urgenti lavori di restauro, lasciò il bene in stato di abbandono non avendo abbastanza soldi per completare il progetto di recupero. Il castello quindi è tuttora all’asta giudiziaria per ripagare i debiti della Sammezzano Castel Srl partendo da una base d’asta per potersi impossessare del maniero di 20 milioni di euro. Adesso si attende la prossima asta che si terrà non prima di febbraio/marzo 2016. Se non si trovasse nessun compratore disposto ad acquistare questo gioiello, Save Sammezzano intraprenderà tutte le iniziative possibili per salvarlo e per renderlo fruibile da chiunque.

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