Ci ha lasciati Rodolfo Maltese del Banco

Ci ha lasciati dopo una lunga malattia Rodolfo Maltese del Banco

ad-unit-arte-e-kaos-alassio-728-90

Il Banco del Mutuo Soccorso, una delle bands italiane più famose nel mondo e con oltre 40 anni di attività alle spalle, subisce il secondo grave lutto nel giro di breve tempo: dopo la prematura scomparsa del cantante Francesco Di Giacomo, avvenuta il 21 febbraio 2014 in un incidente d’auto (dovuto però, presumibilmente, a un malore alla guida), il 3 ottobre ci ha lasciati anche il polistrumentista Rodolfo Maltese, che nel gruppo suonava la chitarra e la tromba.

Il chitarrista della band probabilmente più famosa della scena rock romana, in realtà non era di Roma, ma era nato a Orvieto, in Umbria, il 26 febbraio 1947.

Maltese aveva debuttato nel 1966 con la band degli Homo Sapiens, ma nel 1972 era entrato a far parte del Banco, in concomitanza con l’uscita del loro terzo album, “Io sono nato libero”.

Da quel momento il tocco inconfondibile di Maltese ha avuto un peso considerevole nelle dinamiche compositive di tutti i migliori album della band, da “Come in un’ultima cena” a “Garofano rosso”, solo per citare due tra tanti titoli significativi.

Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi musicisti illustri, da Stefan Grossmann a Angelo Branduardi, a Riccardo Cocciante, e ha fondato anche una sua band parallela al Banco, gli Indaco, che ha visto spesso la collaborazione di vari artisti del suo gruppo di provenienza, tra cui lo stesso Di Giacomo.

Maltese era malato da tempo. Aldo Pancotti, da sempre stretto collaboratore della “Grande Famiglia” del Banco, ha commentato: “Maltese andrebbe ricordato soprattutto perché era una persona buona, di animo gentile, dal cuore grande e sempre sorridente e disponibile con tutti, ancor prima che un musicista famoso”.

Continua così una sorta di “maledizione” che da circa un anno si sta abbattendo sul Banco del Mutuo Soccorso: quest’estate il tastierista e fondatore della band, Vittorio Nocenzi, è stato colto da un’emorragia cerebrale che ha costretto i medici a tenerlo in coma farmacologico per diversi giorni, e ancora adesso sta lottando duramente per ottenere un lento ma graduale miglioramento.

Per segnalare alla redazione refusi, imprecisioni ed errori è disponibile un modulo dedicato.

La TUA pubblicità qui. Contattaci