RESISTENZA E 25 APRILE RICORDO DELL’ANPI ALBENGA

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La Festa della Liberazione si avvicina e martedì, ancora una volta, sarà Albenga a ricordare, in una lunga ed intensa mattinata, il 25 aprile. All’Anpi di Albenga il presidente della sezione Claude Acasto si sofferma sull’importanza di questa data e su come sia fondamentale che la memoria rimanga viva con il testimone alle nuove generazioni: <L’Anpi di Albenga-attacca Acasto-in occasione della Festa della Liberazione, ma anche durante l’intero anno scolastico, cerca di ricordare quel periodo storico con i vari Istituti del comprensorio. Non è vero che i ragazzi siano distratti, anche se è innegabile che non tutti dimostrano una grande attenzione. Spesso, e questo ci conforta, troviamo ragazzi informati, a dimostrazione che in tante case si parla di quel periodo storico>. Martedì la solenne cerimonia del 25 aprile, dopo gli interventi nel palco di Piazza del Popolo (dove parlerà anche Donatella Alfonso, giornalista di Repubblica e delegata dell’Anpi di Genova) il corteo si sposterà al Fortino dove verranno ricordati le cinquantanove vittime della Resistenza ingauna: <Come ogni anno nomineremo uno ad uno i nomi dei caduti. Ma la nostra intenzione è quella, spero in termini brevi, è quella di poter apporre 59 targhe che ricordino le vittime di quelle barbarie. Persone che avevano i loro affetti, le loro vite e che vorremmo ricordare per il loro sacrificio. E questo in un rinnovo del Fortino che, con i dovuti lavori di manutenzione, deve diventare un punto di riferimento per tutti coloro che amano la democrazia>. Ma non finisce qui perché l’Anpi è intenzionata a creare il Museo della Resistenza, nei locali dell’ex Inps: <E’un progetto al quale tengo molto-prosegue il presidente Acasto-e che spero veder realizzato prima della fine del mio mandato>. Acasto preferisce non intervenire sulle polemiche sorte negli ultimi giorni che definisce sterili ma tiene a precisare che il <25 aprile non è lai tutti, ma di coloro che si rispecchiano negli ideali democratici. E questo va detto-aggiunge-in un periodo nel quale va di moda il revisionismo>. E sul fatto che quando si interrogano tanti giovani che non conoscono il significato del 25 aprile conclude: <E’la scuola che deve insegnare, far conoscere le vicende del nostro tempo. Invece spesso ci si sofferma su epoche storiche lontane dimenticando quanto è accaduto nell’ultimo secolo>

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