Quel pomeriggio (in stazione ad Albenga) da un giorno da cani

La denuncia di un commerciante esasperato.

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Per assurdo chi volesse farsi una sintetica idea sulle condizioni di degrado dell’atrio della stazione ferroviaria di Albenga non deve puntare la sveglia all’alba o passarci prima del transito dell’ultimo treno della notte.

Meglio soffermarsi qualche minuto nel pomeriggio dove si fotografa una situazione degradante, alla quale non possono, per motivi di organico, far fronte gli uomini della Polfer, alle prese con i problemi segnalati sui vari treni da controllori e bigliettai.

Fabio Siri, noto ed apprezzato esercente della tabaccheria sita all’interno della stazione, si sfoga perché, nonostante il suo carattere calmo e tollerante, non riesce più ad abbassare gli occhi come uno struzzo: «Da qualche mese l’atrio della stazione è terra di nessuno, o meglio terra di tossici e zingari e questo non è certo un bel biglietto da visita per la città. Non ne faccio una questione di decoro perché, se è per questo, sono anni che le varie amministrazioni se ne sono fregate del decoro. Ma adesso c’è un problema di ordine pubblico».

Prosegue Siri: «Non posso trascorrere il tempo a vedere se la zingara di fronte punta la borsa di qualche cliente o il tossico molesti le persone per ottenere un euro. Credetemi provo un senso di impotenza, di rabbia perché sembrano inutili tanti sforzi che si sono fatti per migliorare l’ambiente».

Proprio negli ultimi giorni nell’atrio della stazione si sono verificati episodi spiacevoli: da uno scippo ai danneggiamenti della macchina delle sigarette.

La protesta di Siri trova concordi anche altri operatori che lavorano nell’atrio della stazione e che chiedono, passato il pienone del turismo di agosto, provvedimenti rapidi perché non si vivano ancora pomeriggi da un giorno da cani.

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