Quando Internet Finisce Al Tribunale Di Savona

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Una sentenza emessa pochi giorni fa dal Tribunale di Savona è destinata a far discutere i giuristi e tutti coloro che si occupano della privacy al tempo di Internet. Prima di occuparcene è giusto fare delle premesse aiutati dalla consulenza dell’avvocato Marco Bertolino:

"Prima di ogni altra cosa dobbiamo ricordare come sia arduo, per il legislatore e la giurisprudenza, rimanere al passo con tecnologie sempre più veloci ed in grado di raggiungere, in brevissimo tempo, una platea mondiale. Soltanto una decina d’anni fa diffamare una persona o violarne la privacy era spesso circoscritto ad un nucleo ridotto di persone. Poi c’erano casi nazionali di diffamazioni per mezzo radiofonico o televisivo con tempi sui quali si poteva intervenire. Adesso tutto è cambiato: la diffamazione di una persona, il postare video a volte compromettenti, è stata causa di autentici drammi. In pochi minuti una persona può ricevere una diffamazione a livello nazionale se non internazionale per la velocità dei mezzi messi a disposizione da Internet. Ed è su questo che il legislatore e la giurisprudenza dovranno intervenire con misure sempre più idonee".

Detto questo ci si può occupare di un caso, discusso pochi giorni fa al Tribunale di Savona, e destinato a fare giurisprudenza. E’accaduto che un soggetto (del quale non faremo il nome, perché non è questo il nocciolo della questione) abbia pesantemente diffamato altri soggetti con strumenti messi a disposizione dalla rete. L’avvocato del reo ha chiesto che al suo assistito di eseguire una perizia. Tale perizia constatava la parziale incapacità del soggetto di intendere e di volere ma con l’attenuante che lo scrivere, diciamo a getto, riduceva la depressione, il problema psicologico del reo.

Il Tribunale di Savona, chiamato a decidere, assolveva il soggetto in quanto, secondo il giudice, non è considerato reato di diffamazione il caso di un soggetto, che pur scrivendo notizie errate nei confronti di un’altra persona, lo faccia convinto di scrivere il vero. E questa decisione, da oggi in poi, è destinata a fare discutere. E non poco.

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