La Protezione Animali savonese: "sparargli sì, soccorrerli no"

Azienda Agricola - Agriturismo Torre Pernice

È iniziata ieri la caccia di selezione al daino maschio in provincia di Savona. Con assoluta puntualità mai rispettata in altri settori la Regione Liguria, guidata dal Presidente Toti e dall’assessore alla caccia Mai, permette nuovamente di uccidere, come nel mese di settembre e fino al 15 marzo, 83 animali nelle 8 unità di gestione in cui è stata suddivisa la provincia (San Genesio, Madonna degli Angeli, Zuccarello, Monte Acuto, Scravaion, Montenero, Melogno, Monte Galero), ogni lunedì, giovedì e sabato; ad altri 274 soggetti femmine e cuccioli le pallottole arriveranno da gennaio a metà marzo.

Naturalmente senza alcun riguardo alla catastrofe meteorologica in corso ed alla legge, che espressamente recita: “Le Regioni possono vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia a determinate specie di fauna selvatica per […] particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità.” La Protezione Animali savonese attende invece che la Regione organizzi il soccorso notturno dei soggetti feriti, malati e in difficoltà di daino, capriolo e cinghiale.

Naturalmente la falsa motivazione di questa caccia impropriamente definita “di selezione” è costituita dai danni arrecati alle coltivazioni dagli ungulati, peraltro liberati in passato in territori in cui da anni erano spariti, proprio per farli crescere di numero ad esclusivo fine venatorio; la caccia, che non riesce e non vuole contenerne il numero, rappresenta quindi la causa e non la soluzione del problema; problema che, in molti paesi del mondo, viene affrontato con studi molto promettenti, ancorchè avversati ovunque dal mondo venatorio e dai politici loro amici, di somministrazione di vaccini specie specifici che, risolte alcune problematiche applicative, si stanno rivelando la vera soluzione del problema, a tutela permanente dell’equilibrio ambientale e delle coltivazioni; ma in Liguria (ed in Italia) tutti i partiti, M5S escluso, sono tutti schierati a favore della caccia assieme, assurdamente e masochisticamente, alle organizzazioni agricole e contadine.

La Protezione Animali savonese.

C.S.

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