Per non dimenticare

Albenga ricorda la battaglia di Nikolajewka

Azienda Agricola - Agriturismo Torre Pernice

Viaggio nella memoria, per Albenga che, alla presenza del sindaco ingauno Giorgio Cangiano, del consigliere comunale Emanuela Guerra, del rappresentante regionale Angelo Vaccarezza, con i responsabili provinciali delle sezioni ANA (associazione nazionale alpini) e l’associazione Fieui di Caruggi, ha ricordato la battaglia di Nikolajewka: una delle più sanguinose del secondo conflitto mondiale, nella quale persero la vita numerosi alpini italiani.

“Sono orgoglioso di essere qui oggi per ricordare questa pagina della nostra storia.” - ha detto il primo cittadino albenganese, “ Gli alpini da sempre sono nel cuore del nostro paese. Per raggiungere dei risultati, occorrono sacrifici, non lamentele e la frase scolpita su questo monumento che recita “HANNO SACRIFICATO IL LORO FUTURO PER IL NOSTRO PRESENTE” deve essere una spinta per tutti noi, a dare sempre il meglio. Soprattutto in ossequio ai quanti hanno dato la vita per la nostra libertà.”.

Anche Vaccarezza ha voluto sottolineare che quanto è in nostro possesso deriva dai sacrifici di chi ci ha preceduto. Come è stato per questi giovani, consapevoli che non sarebbero tornati ai loro cari, eppure forti dei loro valori fino alla morte.

“I ragazzi del ‘99, durante la Grande Guerra, hanno dato l’impulso decisivo alla vittoria facendo trionfare gli ideali risorgimentali e, purtroppo, la campagna di Russia viene troppo spesso dimenticata.” - ha proseguito Vaccarezza – “Voglio ricordare Maria Bergamas, madre di un soldato triestino che, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale scelse di arruolarsi nell’esercito italiano (all’epoca Trieste faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico) che purtroppo non tornò a casa. Maria ha scelto tra 13 bare di soldati ignoti nella Basilica di Aquileia una bara che sarebbe stata poi deposta all’Altare della Patria dopo un lungo viaggio in treno lungo la penisola.

Gli alpini hanno avuto poco onore e troppo spesso ci dimentichiamo che i nomi di alcune vie, come Via Isonzo, Via Tagliamento, sono ricordi di battaglie della Grande Guerra e dei sacrifici dei nostri soldati. Credendo nei nostri simboli, senza nasconderli, siamo persone ed un popolo migliori e la preghiera dell’alpino, dove si ricordano valori sacri come la patria e la bandiera, deve essere un esempio di vita per tutti noi”.

Selena Borgna

Per segnalare alla redazione refusi, imprecisioni ed errori è disponibile un modulo dedicato.

La TUA pubblicità qui. Contattaci