Calcio: paga soltanto Ventura. I dirigenti non se ne vanno

Il calcio imita il malcostume delle altre federazioni.

  • Guglielmo Olivero
  • 1 min e 1 sec (190 parole)
  • Sport
  • calcio
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Come da previsione, secondo quello che è il costume del drammatico stato di salute dello sport italiano, pagano soltanto i tecnici, gli allenatori, mentre i dirigenti, siano essi nazionali o regionali rimangono ancorati alle loro poltrone, senza alcun pudore.

È accaduto così anche nel calcio, dopo i disastri dello sport italiano in ogni disciplina, almeno quelle definite universali (facile dominare nell’hockey pista praticato da tre nazioni). A pagare, dopo il disastro della mancata qualificazione, è l’allenatore Ventura, mentre al loro posto rimangono i dirigenti, a partire dal presidente Tavecchio. Non tutti oggi hanno confermato il numero uno del calcio italiano, tanto c’è stata anche un’illustre dimissione, quella di Tommasi.

Ma la sensazione è che, passato il polverone, tutto rimarrà come prima con un gigantesco numero di squadre professioniste (molte delle quali mediocri o impresentabili), un panorama dilettantistico nel quale ormai manca solo la squadra della via di una città, talenti che non sbocciano, programmazione scarsa, impianti da terzo mondo.

La lezione non è servita e forse quella di lunedì non sarà l’ultima perché fallito il Mondiale 2018, non è scritto da nessuna parte che prenderemo parte a quello del 2022.

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