Metti la Riviera di Ponente senza il Mondiale

Conti in super-rosso per diverse attività.

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«Ho fatto un rapido calcolo e mi sono venuti i brividi: se l’Italia non andrà ai Mondiali a giugno perderò almeno mille euro, un disastro per la mia piccola attività». Paolo è il titolare di una pizzeria d’asporto che ha i suoi picchi di lavoro al sabato e domenica, quando i tifosi si radunano per seguire le partite del campionato.

«Poi quando giocano gli azzurri, come venerdì le ordinazioni aumentano perché – conclude – la tradizione vuole che la partita la si veda con gli amici e con pizza e birra sul tavolo». Vero, figuriamoci al Mondiale quante ordinazioni, sera dopo sera, per un mese. Ora, salvo un miracolo, domani la Nazionale Italiana, rischia di vedersi emettere il verdetto di un Mondiale senza di lei. E allora, nell’attesa della sfida di domani, iniziamo a fare qualche calcolo su quanto la Riviera di Ponente possa perdere, a livello economico, il prossimo mese. Intanto, come l’intervistato sopra, un bagno di sangue sarebbe per le pizzerie che, dati dell’ultimo Europeo, hanno visto incrementare del 35 per cento la loro attività quando giocava la Nazionale. E poi danni enormi per i gestori dei maxischermi e dei negozi di elettrodomestici: quale occasione migliore per lanciare un televisore di ultima generazione prima dei Mondiali?

E poi in fumo tante iniziative turistiche dove ha sempre funzionato l’abbinata evento-partita, per condividere tutti insieme una serata in compagnia. Danni pesanti, ovviamente minori a quelli nazionali, dove il Mondiale rappresenta il momento ideale per investire nei media.

Conclude Paolo: «Se non avessi la pizzeria, lo ammetto, domani non guarderei neppure la partita», e alla domanda: «domani farai il tifo per gli azzurri?», - «No, per me».

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