“Max” contro tutti. Ex bodyguard ora sostenuto da stampelle e amici

Per le sue condizioni dichiarate gravi, chiede solo un intervento chirurgico urgente

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Il suo appello fa eco a quello dei tantissimi pazienti in lista d'attesa da mesi, per essere operati al Mios di Albenga. Un centro d'eccellenza - come sottolinea l'albenganese Massimo Biovi, conosciuto in tutta la Riviera come “Max”, per aver lavorato, in qualità di bodyguard, al fianco di personalità politiche e Vip del mondo dello spettacolo - dove purtroppo ad essere attiva è solamente una delle quattro sale operatorie presenti.

Il suo però è un caso urgente.

Dopo l'amputazione della gamba destra, avvenuta in primavera, presso l'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, resasi necessaria per un’embolia femorale, delle complicazioni, con conseguenti infezioni, hanno impedito a Max l'utilizzo di una protesi. Per le sue condizioni, dichiarate gravi, occorrerebbe un intervento chirurgico urgente, che invece tarda ad essere eseguito.

A 54 anni, affetto da cardiomiopatia dilatativa degenerativa maligna e invalido al 100%, dopo 20 anni di servizio per proteggere la sicurezza di tanti personaggi noti, Max è oggi costretto a tentare di difendere se stesso, per accelerare le cure, di cui ha bisogno e che allontanano la speranza di un trapianto di cuore, subordinato alla completa risoluzione dell'infezione in atto.

Costretto a moversi in casa con l'aiuto delle sole stampelle, sostenuto da amici e familiari.

Max, che ha già sottoposto il suo caso all'attenzione degli Amministratori liguri, è disposto a proseguire la sua battaglia rivolgendosi al Ministero, fino alla Corte europea per i diritti dell’uomo.

Un periodo davvero difficile, durante il quale l'Inps ha dato un primo segnale positivo, concedendogli il sospirato sussidio di invalidità.

Ma ora Max non è più solo a combattere quasta battaglia al suo fianco è sostenuto da vari gruppi social con a capo l'amico fraterno Angelo Pallaro portavoce del gruppo “Cittadini Stanchi”.

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