Ma che succede allo sport in TV tra esclusive, ripicche e polemiche?

Per gli appassionati un autentico caos.

  • Guglielmo Olivero
  • 1 min e 18 sec (241 parole)
  • Attualità
  • sport
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L’ultima vicenda ha coinvolto il Trofeo Laigueglia e gli organizzatori, pur facendo buon viso a cattiva sorte, non l’hanno presa proprio bene. Perchè la notizia che non ci sarebbe stata la diretta Rai, da noi annunciata con largo anticipo, ha creato non pochi disagi soprattutto per quanto riguarda la copertura degli sponsor. Un conto è andare in onda in diretta alle 15, tra l’altro in un orario di grandi ascolti, un conto alle 22,40 quando si cozza con i commenti delle trasmissioni calcistiche.

Questo è l’ultimo tassello di un mercato, quello dei diritti televisivi, che vive momenti di grande fibrillazione. Afferma Corrado Pirrotti, finalese, appassionato di sport invernali: «Mi ero preso una settimana di ferie per godermi le Olimpiadi e all’ultimo momento è arrivato il comunicato stampa che Eurosport non li trasmetteva sulla piattaforma Sky, per un problema contrattuale». Altri, come Gianni Gaibisso e Vincenzo Del Plato sono invece rimasti male, e non poco, per la conclusione del contratto di Salvo Aiello, noto commentatore televisivo e spesso nel ponente ligure: «Una scelta incomprensibile visto che da anni il ciclismo era seguito grazie alla sua bravura». E poi la bomba che tra qualche settimana esploderà e della quale siamo in grado di fornirvi un’anticipazione: Sky non avrà più tutte le squadre del campionato per il triennio 2018-2021, ma soltanto una decina. Altre, come il Milan, andranno a Mediaset Premium che, in crisi qualche mese fa, sembra ora aver ritrovato una grande salute.

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