Luci ed ombre dell’Ospedale di Albenga

Le opinioni di pazienti e visitatori.

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Albenga. Basta una visita ad un parente per capire, attraverso i pareri dei cittadini, le note positive e quelle insufficienti dell’Ospedale d’Albenga. Un piccolo sondaggio che rimandiamo a coloro che operano nella struttura, con la speranza che se ne prenda nota.

Iniziamo, perché ce ne sono, dai lati positivi: come sottolinea Bianca, cinquantenne, in coda per prenotare delle analisi, un plauso alle impiegate dello sportello a piano terra, situate in tre postazioni. Sempre gentili a rispondere alle richieste e soprattutto molto veloci nello sbrigare prenotazioni e pratiche. Ieri, sottolineava ancora la donna, in 40 minuti sono passate oltre trenta persone. E anche i tempi dalla prenotazione delle analisi al momento del prelievo sono molto brevi: tre-quattro giorni e così anche per i raggi dove l’attesa non supera i dieci giorni. Casimiro, un paziente ricoverato in medicina nei giorni scorsi, desidera poi ringraziare tutto il personale infermieristico, molto gentile con i pazienti. Non è una cosa da poco. Ma lo stesso degente sottolinea invece come sia da cinque in pagella il servizio video nelle stanze: per chi deve stare a letto tutto il giorno assistere ad un programma televisivo è fonte di distrazione. Ma in diverse camere si ricevono pochissimi canali e tra l’altro molto disturbati. Urge un intervento tecnico, tra l’altro poco costoso perché probabilmente si tratterà soltanto di mettere a posto l’antenna sul tetto.

Sempre dal fonte “informazione” si sente la mancanza, già da noi sottolineata, di un’edicola. Afferma Sergio, figlio di un degente: «Stamattina sono venuto a portare un pigiama a mio padre pensando poi di comprargli la Gazzetta dello Sport. Invece ho trovato l’edicola ed il bar chiusi. Un vero peccato».

Auspicabile un’apertura del bar, adesso che l’Ospedale ha di nuovo il reparto di Ortopedia. Non dipende poi dagli operatori sanitari il servizio continuato dei pullman, da tempo venuto meno: «Ho un braccio ingessato – sottolinea Amelia e non posso venire in macchina. Purtroppo dalle 9,30 alle 12 non c’è il pullman e così sono dovuta rientrare in centro a piedi».

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