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A 20 anni dal G8 di Genova il ricordo di quelle tragiche giornate, non può oscurare i progeressi compiuti dagli agenti, nè far dimenticare le colpe di ognuno.
Le manifestazioni sfociate nel sangue hanno purtroppoi reso indelebile il segno di un vertice internazionale, che non si è stati in grado di gestire correttamente.
A non dimenticare quella triste pagina di storia contemporanea, culminata con la morte di Carlo Giuliano allora ventenne, è Roberto Traverso, responsabile del Siap che, nel richiamare alla memoria gli eventi che hanno oltrepassato il confine genovese, obietta contro la strumentalizzazione di quanto accaduto.
“Giusto ricordare, miope non riconoscere i progressi di una polizia di stato che non è più la stessa. Il Siap non ha esitato, in questi anni, a definire gravissimi e inaccettabili i fatti del G8 del 2001 e ritiene che coltivarne la memoria aiuti sempre a rafforzare i nostri valori democratici.

Abbiamo più volte criticato la gestione del vertice G8– afferma Traverso, in una nota stampa -“Siamo stupiti e stanchi di vedere che ancora oggi, nel 2021, c’è chi usa questo ricordo con miopia strumentale e vuole congelarci sempre a venti anni fa, senza voler parlare delle responsabilità politiche, criticando ma senza affrontare anche un percorso autocritico, disconoscendo i passi avanti compiuti dalla Polizia di Stato nella gestione dell’ordine pubblico in termini organizzativi, gestionali, operativi. I poliziotti di Genova, che furono fra i meno coinvolti nei momenti più discussi di quei giorni, da anni pagano il prezzo del 2001 e hanno dovuto ricostruire con fatica un rapporto con la cittadinanza, senza contare tutti i colleghi e le colleghe che oggi lavorano a Genova e vent’anni fa erano solo bambini”.

Roberto Traverso

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