La lunga notte dello Sport Italiano privo di giovani e di talenti

I Mondiali di Atletica apice di una drammatica crisi

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Forse Giovanni Malagò, presidente del Coni, farebbe meglio ad accantonare i piagnistei per la mancata candidatura olimpica di Roma 2024 (dove medaglie d’oro erano già sicure per i vincitori delle gare d’appalto) e concentrarsi sul disastro dello sport italiano, praticamente inesistente nelle manifestazioni di gran spessore internazionale.

Oggi a Londra si concludono i Mondiali di Atletica, e salvo qualche impresa nella marcia, l’Italia non entrerà nel medagliere dove invece figurano le grandi nazioni industrializzate (ed anche meno) dell’Europa.

Marco Mura, tecnico del Cus Savona, ha da tempo lanciato, proprio qui su Mediagold, il grido d’allarme: addetti ai lavori lasciati soli, una crisi di vocazione dei giovani italiani spaventosa (la fatica non è una loro virtù), il minore interesse dei media dove conta soltanto il calcio.

I risultati, disastrosi, si notano: l’atletica è in buona compagnia, tenendo conto che nel nuoto, una volta tramontati Federica Pellegrini e Gregorio Paltrinieri, non si vedono talenti all’orizzonte. Stesso discorso vale per la canoa (con il presidente regionale Ruggero De Gregori che ha qui lanciato il suo grido di dolore), pugilato e ciclismo, una volta fucina di campioni e adesso ridotto ad un paio di campioni (Aru e Nibali), anche qui senza eredi. L’elenco potrebbe continuare, ma è meglio fermarsi qui. E se Mediagold, da settembre potenzierà lo sport facendone uno dei suoi cavalli di battaglia l’auspicio è che qualcosa si muova, anche da noi. Perchè, come dice Roberto Vecchioni in una sua splendida canzone, “questa maledetta notte dovrà pur finire”

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