Italiani e propensione agli investimenti, arriva la fotografia della Consob

  • Redazione
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  • Attualità
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Cresce la ricchezza delle famiglie in Europa. Italia in controtendenza, la ripresa stenta. A dirlo è la Consob, l’Autorità italiana per la Vigilanza dei mercato finanziari, nel suo recente Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane.

Famiglie europee più ricche

Secondo il Rapporto, infatti, la ricchezza delle famiglie torna a crescere spinta soprattutto da prestiti personali e finanziamenti. I dati italiani raccontano, però, una storia diversa, di una ripresa che stenta a decollare. A leggere il Rapporto la differenza balza subito agli occhi: “la ricchezza delle famiglie dell'Eurozona, nel 2015, è aumentata del 3,2 per cento. Essa, in Italia, è rimasta sostanzialmente, con un +0,4 per cento registrato lo scorso anno”. La Consob, infatti, evidenzia che nella Penisola l'aumento del 5,2 per cento delle attività finanziarie è stato controbilanciato da una riduzione delle attività reali pari al 3 per cento.

Buone notizie dai prestiti bancari

Dopo la tempesta che si è abbattuta sui mercato economici e finanziari, notizie positive arrivano dal mondo dei prestiti bancari alle famiglie. La Consob, nel suo ultimo Report, infatti, evidenzia che “dopo la contrazione degli anni precedenti, si mostra in recupero dalla fine del 2014, per merito del contributo positivo dato dall'offerta della domanda e dalla diminuzione costante dei tassi sui prestiti bancari, prestiti personali compresi”. Un andamento che si riscontra sia in Italia che nel resto d’Europa e che interessa sia i prodotti finanziari tradizionali sia quelli on line, come gli strumenti offerti da istituti di credito come Ing Direct, che offre un prestito personale capace di adattarsi alle esigenze di una clientela molto diversificata.

In Europa è il momento della liquidità

L’attuale stato della situazione finanziaria internazionale spinge sempre più risparmiatori a orientarsi verso forme di investimento caratterizzate da liquidità. Nell’area dell’Euro, infatti, emerge dallo studio promosso dall’Autorità italiana, “la maggiore percezione del rischio e il minor interesse per investimenti finanziari orientano le preferenze delle famiglie verso i prodotti liquidi, verso prodotti assicurativi e fondi pensione, determinando la contrazione del peso sia di azioni che di obbligazioni”. È possibile affermare che anche il risparmiatore italiano si adegua all’andamento europeo, anche sul fronte delle passività finanziarie. Nei Paesi che hanno adottato l’Euro, infatti, rimane solida la posizione delle famiglie. Il debito incide sulle attività finanziarie per il 32 per cento, percentuale che scende al 23 per cento nel caso dell’Italia, e incide sul Prodotto interno Lordo per il 61 per cento, anche in questo caso in Italia la percentuale è più bassa, pari al 43 per cento.

Le famiglie italiane hanno un basso livello di conoscenze finanziarie

Dallo studio emerge anche un aspetto molto interessante relativo a una delle principali criticità del rapporto tra italiani e prodotti finanziari. In Italia, infatti, non c’è un buon livello di conoscenza finanziaria.

Poco più del 40 per cento del campione intervistato, ad esempio, è stato capace di offrire definizioni chiare e puntuali di nozioni di base come inflazione o rapporto fra rischio e rendimento. Nel dettaglio, i soggetti più istruiti, residente soprattutto nelle regioni settentrionali, hanno dimostrato una maggiore conoscenza e competenza in materia finanziaria.

Questa scarsa alfabetizzazione finanziaria pesa molto sulla capacità di comprendete a pieno e in autonomia l’andamento dei mercati. Si pensi che oltre il 20 per cento dei soggetti presi a campione hanno dichiarato di non avere familiarità con nessuno strumento finanziario, il rimanente 80 per cento si limita a indicare strumenti quali titoli del debito pubblico e obbligazioni bancarie. In seconda battuta, e più raramente, azioni quotate e fondi azionari.

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