Festa dell'arma dei Carabinieri al Priamar di Savona

Una promessa: garantire la sicurezza della città e della provincia. Encomi ed elogi per i militari che si sono distinti in operazioni di servizio

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Celebrato alla fortezza del Priamar di Savona la festa dell'Arma dei carabinieri della provincia di savona (ieri ricorreva il 203° anniversario della fondazione), Presenti per la prima volta i carabinieri forestali, le autorità civili, militari e religiose e molte persone che non hanno voluto perdersi la cerimonia
Il colonnello Dionisio De Masi nel discorso ha rimarcato quello che sarà l'impegno dei carabinieri nei prossimi dodici mesi, «di assicurare, al fianco delle altre forze di polizia, la sicurezza.
Sicurezza che è di per sè un settore strategico, un elemento fondamentale per il pieno esercizio dei diritti e delle opportunità dei singoli e per lo sviluppo economico e sociale dell'intera collettività».

La cerimonia si è poi conclusa con la premiazione dei carabinieri che si sono distinti in operazioni di servizio. Un encomio è stato assegnato al tenente Iacopo Vittorio Rossi, comandante del Norm della Compagnia dei carabinieri di Albenga, al luogotenente Walter Zanella, al maresciallo capo Gaetano Gattano, al brigadiere Luigi Raimondo, ai vice brigadieri Alessandro Rabbia e Andrea Chioetto, per un'indagine che risale al maggio-settembre 2015 conclusasi con gli arresti di dieci persone per una vicenda di furti. Un encomio al capitano Alberto Azara, comandante del nucleo investigativo del Comando provinciale, al luogotenente Antonio Narice, al maresciallo Carlo Bianco, ai marescialli capi Gianfranco Gallese, Alessandro Indiano, Giuseppe
Bezzi, all'appuntato scelto Roberto Tamantini, ai carabinieri scelti Pietro Parisi e Carmine Arnao, per l'indagine (novembre 2015-marzo 2016) conclusasi con gli arresti di 5 persone coinvolte in rapine ai danni di istituti di credito. Encomio ancora al maresciallo capo Matteo Magra, ai brigadieri capi Stefano Bruzzone e Domenico Livoti, all'appuntato scelto Luca Amaldi, 2015) su una banda protagonista di truffe in campo immobiliare fra la Spagna e l'Italia. Elogio al maggiore Francesco Bianco comandante della Compagnia di Albenga, al luogotenente Antonio Narice, al maresciallo Carlo Bianco, ai marescialli capi Gianfranco Gallese, Alessandro Indiano e Giuseppe Bezzi, all'appuntato scelto Roberto Tarantini, ai carabinieri scelti Pietro Parisi e
Carmen Arnao, al brigadiere capo Mauro Garbarini, all'appuntato Luigi Sasso Iovene, all'appuntato Salvatore Iannizzotto, per un'indagine su una vicenda di usura e riciclaggio di denaro, 5 arresti, 20 denunce, il sequestro di beni mobili e immobili per due milioni di euro.
Il tenente colonnello, Dionisio De Masi, comandante provinciale dei carabinieri, ha evitato bilanci, ha lasciato in ufficio i numeri (pure lusinghieri) sull'attività svolta dai suoi uomini lo scorso anno, sugli importanti risultati nella lotta alla criminalità, limitandosi soltanto a sottolineare i sacrifici che ci sono voluti per conseguirli, ricordando i 22 militari rimasti feriti «nell'assolvimento del servizio».

Ma stando ai numeri resi noti ieri dal Comando provinciale dell'ArmaIn in un anno arrestate più di 600 persone, fra il maggio del 2016 e il maggio scorso i delitti denunciati ai carabinieri sono stati complessivamente diecimila e 992, con 607 persone arrestate e 2298 indagate a piede libero. I servizi anticriminalità effettuati dai carabinieri sono stati 24 mila e 317, con 127 mila e 707 persone identificate e 86 mila e 382 veicoli controllati. Ventidue sono stati, infine, i carabinieri rimasti feriti in servizio.

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