Con la morte di Nando Broglio siamo tornati dentro quel pozzo

Per molti una ferita tornata a sanguinare con la memoria tornata indietro, tanto indietro per chi ha più di cinquant’anni.

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«Si è spento Nando Broglio, il Vigile del Fuoco che parlò con Alfredo Rampi nel pozzo di Vermicino»

Due righe in cronaca, qualche commento a lato dei giornali, ma per molti una ferita tornata a sanguinare con la memoria tornata indietro, tanto indietro per chi ha più di cinquant’anni.

Era un caldo venerdì di giugno del 1981 quando la televisione, allora con pochi canali ma con molti programmi di qualità, trasmise la più lunga ed angosciante diretta della sua storia. Da diverse ore un bambino, Alfredo Rampi, era caduto in un pozzo vicino a Roma, località Vermicino: Tg1 e Tg2 (allora due grandi testate giornalistiche) iniziarono a collegarsi per seguire gli sviluppi di quella vicenda che nel pomeriggio sembrava ad un passo dalla felice conclusione. E allora, decisione comune dei due Tg (allora in concorrenza) fu quella di proseguire ancora “per qualche minuto” la diretta. Quel qualche minuto divenne qualche ora, tante ore, perché la situazione era diventata complessa, drammatica, con Alfredino sceso ancora più giù. Forse in quel momento decisione saggia avrebbe voluto che le telecamere si spegnessero: non fu così ed il collegamento con Vermicino proseguì tutta la notte, con un attimo di grande speranza affidato alla voce di un Vigile del Fuoco, Nando Broglio, che riusciva a parlare direttamente con Alfredino: gli afferrò una mano, prima di sentirsela scivolare via, per sempre. Alfredino non ce la fece e alle 9 del mattino la diretta a reti unificate si concluse lasciando un Paese nelle lacrime, nello sconforto.

Altri tempi, altre epoche: c’è chi vide in quella morte il simbolo di un’Italia che non sapeva riprendersi dopo i pesanti anni di piombo. Soltanto l’anno dopo la vittoria al Mondiale di calcio in Spagna aprì la strada ad un nuovo ciclo, decisamente più sereno. Eppure noi che abbiamo più di cinquant’anni con la notizia della morte di Broglio siamo tornati dentro quel pozzo pensando a quante cose sono cambiate e come adesso, al contrario di allora, sia l’indifferenza il sentimento che prevale. Ecco perché tornando a quella drammatica notte, con le finestre spalancate e le televisioni accese, abbiamo il timore che la nostra coscienza sia caduta in fondo a quel pozzo, riposando insieme ad Alfredino.

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