"Com'è petaloso questo fiore!"

Sottoposta all'Accademia della Crusca, ecco la risposta in merito al nuovo neologismo.

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Questa storia, pubblicata su Facebook, ha generato un tam tam inaspettato, ottenendo più di 54mila condivisioni in nemmeno 24 ore sul noto social network.

Tutto è iniziato poche settimane fa nella scuola primaria O. Marchesi del comune di Ferrara dove Matteo, un alunno di terza della maestra Margherita Aurora, durante un lavoro sugli aggettivi ha scritto di un fiore che era petaloso.

Questa parola, benché inesistente, è piaciuta talmente all'insegnante tanto da farle decidere di inviarla all'Accademia della Crusca, la quale ha prontamente risposto con una lettera dove si precisava che la parola inventata dall'alunno era ben formata e che poteva benissimo essere usata in italiano così come molte altre parole formate nello stesso modo.

L'Accademia, nella sua risposta, chiarisce anche l'iter con il quale una parola viene aggiunta nei vocabolari, precisando che tale parola non viene aggiunta nel momento che una persona la inventa, ma bensì quando gli studiosi capiscono che tale parola è sulla bocca di tutti o di tanti, divenendo quindi di uso comune.

A noi tutti perciò, l'onere e onore di diffondere il neologismo petaloso e permettere così a Matteo di contribuire alla lingua italiana, con la sua nuova parola.

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