Allarme INAIL: aumentano i morti sul lavoro al Nord

Sono 769 i decessi su scala nazionale nei primi nove mesi.

  • Guglielmo Olivero
  • 1 min e 1 sec (191 parole)
  • Attualità
  • lavoro
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È una relazione abbastanza inquietante quella elaborata da INAIL e trasmessa agli organi di stampa. Un quadro a dir poco sconfortante sulle vittime del lavoro, con quel dato in più che fa emergere di come tanti incidenti mortali si registrano nel tragitto tra la propria residenza ed il luogo nel quale si lavora. Nel complesso nel nostro Paese, prendendo in esame soltanto i primi nove mesi dell’anno (i dati sono aggiornati al 30 settembre) ci sono state 769 vittime del lavoro, con un aumento del 2,1% rispetto all’anno scorso. Dividendo i decessi per aree geografiche si registrano più morti sul lavoro al Nord, ed anche in Liguria, che al Sud. Per settore sono aumentati le morti (e gli infortuni) alla voce “industria”, mentre sono calati altri campi, come quelli della voce “agricoltura”.

INAIL ricorda inoltre, come del resto da tempo denunciano le organizzazioni sindacali, che in molti cantieri italiani non sono rispettate le norme di sicurezza che non riguardano tanto, ad esempio, gli strumenti da usare sulle impalcature quanto affidarsi a personale che non ha la minima conoscenza dei rischi e che viene spesso reclutato perché pagato sotto i livelli medi.

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