L’addio dei Pooh in prima serata su Rai Uno

Oltre 5 milioni di telespettatori e quasi il 23% di share

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Eccellenti risultati a livello di audience, ieri sera, per lo speciale dedicato alla reunion dei Pooh, l’ultima della loro carriera prima dell’addio alle scene, andato in onda in prima serata sui Rai Uno e intitolato: “Pooh – Amici per Sempre”. Per la serata condotta da Carlo Conti si parla addirittura di quasi 5 milioni e mezzo di telespettatori, pari a circa il 23% di share. A questo punto è doveroso ricordare che sempre la Rai aveva trasmesso una bellissima retrospettiva dedicata ai Pooh in occasione della prematura scomparsa di Valerio Negrini (nel 2013), che era stato batterista della band e, dopo aver ceduto il ruolo a Stefano D’Orazio, era rimasto come paroliere, scrivendo i testi di alcune delle canzoni più belle nella storia di tutta la musica italiana.

Come è ormai noto, i Pooh nel 2016 celebreranno il cinquantennale dall’inizio della loro attività con questo nome con due maxiconcerti a giugno a Roma e a Milano. I biglietti, messi in circolo da ottobre, sono ormai quasi esauriti, soprattutto per via dell’unicità di questo evento, con prezzi che vanno dai 20 euro fino ai 200 euro del “Gold Package”. Per i fans, infatti, si tratta dell’ultima occasione per vedere sul palco tutti insieme questi cinque grandi artisti (il pisano Riccardo Fogli, il bergamasco Camillo “Roby” Facchinetti, il bolognese Dodi Battaglia, il trevigiano Red Canzian e il romano Stefano D’Orazio) prima del ritiro definitivo dalle scene. Almeno sotto il marchio “Pooh”, naturalmente, in quanto non è da escludere che ognuno di loro decida di dedicarsi a una sua carriera solista, come Fogli ha già fatto da tempo e come anche Facchinetti e Battaglia periodicamente fanno, in parallelo all’attività nel gruppo.

Per celebrare il successo del “prime time” di ieri sera sulla Rai, noi di Mediagold ripubblichiamo l’intervista a Marco Barusso, tecnico del suolo cresciuto a Calice Ligure (Sv) ma da anni residente a Milano, che ha lavorato al mixer con i Pooh per i due nuovi singoli oggi in circolazione, le riedizioni di due grandi classici come “Pensiero” e “Noi due nel mondo e nell’anima”. Barusso, oltre a essere un eccellente chitarrista (che vanta varie collaborazioni, da Roberto Tiranti agli Heavy Metal Kids, solo per citare due nomi significativi), ha lavorato al banco di mixaggio per tantissimi nomi della musica italiana, da Nek a Max Pezzali. In questa intervista ci racconta tutta la storia della sua recente collaborazione con i Pooh.

Partiamo dall’inizio della vicenda: come è avvenuto il contatto con i Pooh?

Sono stato introdotto ai Pooh da Roby Facchinetti a cui avevo tempo fa prodotto il singolo “Ma che vita è la mia”, ci siamo poi incontrati nuovamente quando mi sono occupato dei mix dell’album di Fabio Curto, poche settimane dopo lui mi ha chiamato e chiesto di partecipare ad una riunione con gli altri Pooh dove mi è stato fatto ascoltare il provino della nuova versione di “Pensiero” per il cinquantennale, mi sono state chieste le mie impressioni che evidentemente li hanno convinti a farmi fare una mia versione del brano, per fortuna gli è piaciuta molto ed abbiamo realizzato il definitivo.

Sappiamo che questa band ha annunciato l’addio alle scene, che verrà celebrato con due grandi concerti nel 2016: sarai con loro dietro il mixer anche dal vivo?

No, ho fatto diversi tour dietro al mixer, ma ormai mi occupo molto raramente di fare il fonico live, è una cosa che so fare ma preferisco concentrarmi sulla produzione in studio, sinceramente dal vivo preferisco andarci stando sul palco e con una chitarra in mano.

Com’è lavorare con i Pooh? Che tipo di persone sono?

Sono persone molto affabili e gentili, dei veri professionisti che non lasciano nulla al caso, e cosa molto importante, nel momento in cui decidono di affidarsi a un produttore hanno anche l’intelligenza di fidarsi di lui e lasciarlo lavorare, cosa non sempre comune e scontata.

Nel video di “Pensiero 2015” si percepisce un sound decisamente più duro rispetto al tradizionale stile della band: quanto ciò è frutto di una tua influenza nei loro confronti e quanto invece è stato esplicitamente richiesto da loro a te?

Diciamo che l’idea dell’arrangiamento è partita da Dodi Battaglia, che immaginava qualcosa vagamente ispirata a We will rock you dei Queen e che aveva successivamente sviluppato con delle parti di tastiere insieme a Danilo Ballo, io sono partito da lì ed ispirandomi a quella versione ho riportato il tutto in termini più rock attuali e chitarristici.

Veniamo a te: dopo i Pooh, quali saranno i tuoi prossimi impegni?

Attualmente sto finendo i mix del nuovo disco dei Modà, sto per consegnare i mix finali dell’album della Alex Carpani Band che ho registrato prima dell’estate, successivamente devo mixare il nuovo album dei Tiromancino, devo realizzare un brano con Ron, mixare il disco dei Morphium, una band di Madrid, inizierò a lavorare al nuovo disco dei Lacuna Coil nel mio studio a Milano, ci saranno comunque anche altre cose con i Pooh, alcuni artisti a Sanremo etc… ma è presto per parlarne, diciamo che mi do da fare.

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