Addio a Emilio Ravel l’ideatore di Tg2 Odeon

Fu il primo grande magazine di spettacolo con un pizzico di trasgressione.

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A chi è giovane ed è nato con Internet e Facebook il nome di Emilio Ravel dirà poco, se non nulla. Ma per chi ha più di cinquant’anni il nome di questo giornalista è legato alla prima rivoluzione della televisione, quella che passava dalle mutandone alle ballerine agli strip del Crazy Horse. Tg2 Odeon, che aveva come sottotitolo “Tutto quanto fa spettacolo” fu davvero una ventata di aria fresca nella televisione e nella Rai in particolare dopo la riforma del 1976. Quel programma, insieme a tanti altri dell’allora Rete2, segnò anche un cambiamento del costume italiano, il modo di proporre servizi di spettacolo e fu, in pratica, l’introduzione di temi leggeri nei paludati telegiornali di allora. Tg2 Odeon, che durò oltre dieci anni prima di essere superato da nuovi programmi, era, ogni mercoledì sera l’appuntamento con lo spettacolo, con la grande musica, con quel pizzico di trasgressione entrando nei night club.

Tutte cose che oggi fanno sorridere, ma che in quell’Italia ancora parzialmente in bianco e nero erano segno di un drastico mutamento dei costumi.

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