ulivi secolari di Puglia

Dalla Puglia la voce che chiede aiuto all'Unesco

Ulivi centenari e millenari, simbolo della storia e della cultura pugliese in balìa di malattie e a rischio abbattimenti

Azienda Agricola - Agriturismo Torre Pernice

Felline. Definirli semplici alberi è quasi impossibile: gli Ulivi che da millenni vivono nelle terre pugliesi sono il simbolo per eccellenza dei Peasi Mediterranei sin da tempi biblici. Queste piante plurisecolare e addirittura millenarie, hanno visto insediarsi popoli e tramandare culture, diventando testimoni di un lungo periodo storico che parte dalle origini e arriva ai giorni nostri. Possono quindi essere considerati degli autentici monumetni, alla pari del Colosseo di Roma o del Partenone di Atene, ed è quindi lecito che siano protetti dall'Unesco. E' questo ciò che chiedono i cittadini pugliesi, gli ambientalisti ma anche tutti coloro che, sensibili alla causa, non vogliono permettere che queste piante secolari siano lasciate in balìa di malattie e incuria. Piante che hanno dato tanto agli uomini e alla regione Puglia, facendola diventare la più grande produttrice europea di olio d'oliva, ed è arrivato il momento che l'uomo si prenda cura di loro. Questo patrimonio di arte naturale deve essere salvaguardato e valorizzato, le immense distese di uliveti che caratterizzano la Puglia devono essere tutelate e proclamate aree protette per il loro alto e particolare valore ambientalistico, paesaggistico, storico ed alimentare.

Durante il 2015, il movimento è diventato molto più ostinato e popolare a causa delle vicessitudini dovute all'attacco del batterio Xylella Fastidiosa, che ha messo in ginocchio migliaia di uliveti e ha obbligato i cittadini ad alzare la voce per difendere il paesaggio e l’immenso patrimonio olivicolo pugliese, impedendo dissennati abbattimenti. Caso eclatante è stato quello del Gigante di Felline di Alliste, un Ulivo di ben 2000 anni che quest'estate, brutalmente aggredito dalla terribile Xylella, ha rischiato di soccombere. Il disperato intervento di salvataggio è stato seguito con molta attenzione anche dai media, ed ha previsto a fine giugno, l’innesto di gemme di Leccino su alcuni rami del maestoso ulivo. Per spiegare le ragioni e dare risalto alla necessità di salvare il Gigante, l'associazione Voce dell'Ulivo ha invitato a Felline Josè Bovè, l'europarlamentare ecologista francese, che ha presenziato anche al giorno dell'intervento insieme ai molti giornalisti internazionali e agli agricoltori salentini sensibili al fatto. Ad oggi sembra che gli innesti siano andati a buon fine e ciò alimenta la speranza che l'ulivo centenario possa superare la fase critica e continuare a regalare la sua maestosa bellezza. Il meraviglioso e longevo Ulivo, di proprietà di Enzo Marzano, è diventato simbolo della lotta contro la Xylella ma soprattutto del movimento per far diventare queste piante millenarie patrimonio dell'umanità Unesco.

Per cercare di attrarre maggior attenzione su caso, oltre alla petizione che continua ad essere diffusa sul web e dai social network, è stata organizzata a fine ottobre, dal Movimento 5 stelle insieme ai Comitati per la difesa degli Ulivi, una manifestazione contro le eradicazioni di tali piante in cui venivano spiegate le ragioni di tale protesta e il perchè fosse così importante la protezione di un ente universale come l'Unesco. Affermavano convinti i manifestanti "Non serve abbattere migliaia di ulivi, simbolo regionale e risorsa nazionale, perchè basta che una macchina con sopra l’insetto vettore della Xylella viaggi a nord del Salento per diffondere la patologia. L’eradicazione di migliaia di ulivi, alcuni dei quali secolari, - continuano - creerà un danno permanente al territorio pugliese e all’Italia intera. Queste eradicazioni si fanno al solo scopo di rispettare le prescrizioni delle decisioni di una Europa che è la prima responsabile di questo disastro epocale avendo disatteso ed eluso la Direttiva 2000/29/CE del Consiglio dell'8 maggio 2000 che imponeva il controllo di materiale infetto da xylella fastidiosa proveniente dal Centro America. Oggi - concludono i cinquestelle - la nostra priorità deve essere una ed una soltanto: impedire questa ingiustificata mattanza di ulivi causata da una classe politica irresponsabile"

La protesta prosegue con la speranza che tramite la raccolta firme, l'Unesco possa salvaguardare e valorizzare questo naturale patrimonio dell'umanità, fino ad oggi tropp sottovalutato.

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