Il patrimonio locale, il sistema nervoso su cui si basa l'Italia

Ogni Comune un suo prezioso patrimonio: La ricchezza intrinseca

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Charles De Gaulle, generale e politico francese, espresse un giorno una celebrefrase a proposito della sua Patria: “come si può governare un Paese che ha duecentoquarantasei varietà differenti di formaggi?”

Cosa allora dovrebbero dire i nostri governanti allora, visto che in Italia vengono prodotti ben quattrocentottantasette

tipi di formaggi... Ironica e seria ad un tempo, la frase dà l'idea di come le tante piccole realtà locali giochino un ruolo importante nella visione politica di uno Stato.

Una definizione del nostro Paese non differirebbe molto da questa frase. Se si volge lo sguardo indietro nel tempo, si vedrà come l'Italia abbia le proprie radici storiche connaturate con la suddivisione in piccoli e grandi Regni, Principati, Ducati. Questo è probabilmente uno dei motivi principali per cui, a differenza dei francesi, per gli italiani il senso di appartenenza ad un'unica grande Nazione non è sempre stato un elemento scontato. Ma se questo sentimento di frazionamento è un dato di fatto, la stessa caratteristica diventa, per certi versi, una virtù.

Ogni Comune ha infatti un suo prezioso patrimonio, creato dal territorio, dalla storia, dai Beni culturali, dalla produzione locale. In una parola, dalla ricchezza intrinseca.

Questo patrimonio - qualcosa di unico - viene sempre più riconosciuto come il vero valore aggiunto dell'Italia.

Una realtà che oggi viene rafforzata dall'introduzione della Strategia Nazionale delle Aree Interne (dell’Agenzia per la Coesione Territoriale) e dalla recente Legge del 6 ottobre, “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni”.

E sono diversi gli Enti che mettono in risalto questo “unicum”: per fare qualche esempio, si va dal Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) (che nel corso del 2017 ha realizzato con successo l'iniziativa “L’anno dei Borghi”, valorizzando le tante realtà locali), all’Agenzia Nazionale del Turismo, all'Istituto per i Beni artistici e Culturali dell'Emilia Romagna, al Club dei Borghi più belli d'Italia, al FAI - Fondo Ambiente Italiano, al Touring Club italiano. Per il prossimo anno il Ministero dei Beni culturali ha in cantiere una nuova iniziativa, “L'anno del cibo". Sarà l'occasione per valorizzare ancora di più le nostre numerose produzioni locali.

Potranno approfittare di questa opportunità altre organizzazioni, come la Comunità del cibo (iniziativa dei Borghi Autentici d'Italia), o il movimento culturale Slow Food. E a proposito di “Slow” (lentezza), sempre il Ministero dei Beni culturali ha dichiarato il 2019 “Anno del Turismo lento”.

Tutte queste iniziative convogliano nella stessa direzione: far sì che i piccoli comuni tornino ad essere protagonisti da pieno titolo nella realtà italiana. Come ha detto recentemente il capo del Governo, Paolo Gentiloni, “i piccoli comuni sono il sistema nervoso su cui si basa l'Italia, e solo investendo su questo sistema l'Italia può essere all'altezza della sua tradizione e reggere la competizione nel mondo”.

(fonte: Cesare Caligaris)

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