Curare il prato al meglio: qualche dritta

  • Redazione
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  • Ambiente
Azienda Agricola - Agriturismo Torre Pernice

Quando si è alla ricerca di tutte le dritte per un prato perfetto, non si può non affidarsi ai consigli degli esperti. Ecco, quindi, che siamo qui per condividere con voi tutto quello che c'è da sapere in merito, grazie anche all'aiuto di un esperto, Tiziano Codiferro, master gardner che ha voluto condividere con noi le sue conoscenze.

Quello che si spera di ottenere, ne siamo sicuri, è un bel prato verde come quelli che si vedono nei film o nei campi da golf. Un bel manto erboso verde, sano, soffice, che diventi l'invidia di tutto il vicinato. Quando si pensa al proprio progetto green, questo è un aspetto di primaria importanza ma, è bene ricordarlo, il prato necessita di molte cure e attenzioni, altrimenti si rischia di ottenere un effetto non proprio gradevole.

Prato curato: le basi

A questo punto, si deve cercare di capire come curare il prato. La prima domanda che ci si deve porre riguarda la scelta tra prato a rotoli e prato a semina naturale. Quale preferire?

In questo caso la risposta varia: la scelta deve essere fatta in base a quelle che sono le condizioni climatiche del posto in cui deve sorgere. Inoltre, si deve sempre tenere in considerazione il tempo che si ha per potersene prendere cura.

Detto ciò, sappiamo che ci sono varie tipologie di prati, tra cui spiccano il prato all'inglese e il prato di campagna. Ogni tipologia ha le sue caratteristiche e necessita di particolari cure e, pertanto, ogni tipologia è più consona a un tipo di situazione, climatica e non solo, piuttosto che a un'altra.

In linea di massima possiamo dire che si deve optare per le graminacee microterme, che resistono bene anche al freddo ma non sopportano caldo e siccità, se si vive in una zona non troppo afosa o, comunque, di mare, mentre si devono preferire le graminacee macroterme se, invece, si vive in ambienti caldi con temperature che superano anche i 30° nel periodo estivo. Questa è la prima scelta che va fatta, mentre la seconda riguarda, invece, il metodo d’installazione. Ci sono i prati a rotolo e i prati a semina naturale.

Prato a semina o prato a rotoli? Pro e contro

Prima di scegliere ci si deve fare anche delle ulteriori domande, come, ad esempio, ci si deve interrogare su quelli che sono i pro e i contro di ciascuna tipologia di prato.

Il prato a rotoli è molto più pratico per chi non ha troppo tempo per la cura. Il calpestamento leggero è immediato, mentre per quello profondo occorrono pochi giorni. Il prato a semina naturale, invece, ha dei tempi molto più lunghi dato che dopo 3-4 mesi si ha il calpestamento leggero, mentre ci vuole un anno intero per il calpestamento profondo. Questo chiarisce che si deve scegliere in base al tempo a propria disposizione per curare il manto d'erba.

Inoltre, il prato a rotoli è più pratico e veloce da manutenere, mentre il prato a semina richiede più attenzioni e anche questo è un particolare non irrilevante.

A livello di costi, il prato a rotoli richiede un investimento iniziale più alto, ma meno manutenzione, mentre il prato a semina richiede molti interventi nel corso del tempo, alcuni dei quali anche costosi.

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