ExoMars, perso il segnale del lander Schiaparelli un minuto prima dell’atterraggio

Il direttore delle operazioni di volo, Paolo Ferri: "Le speranze di ristabilire le comunicazioni non sono comunque perdute."

Azienda Agricola - Agriturismo Torre Pernice

Il segnale del lander Schiaparelli è stato perduto un minuto prima che il veicolo della missione ExoMars toccasse il suolo marziano. Le speranze di ristabilire le comunicazioni non sono comunque perdute. Lo ha detto all’ANSA il direttore delle operazioni di volo dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Paolo Ferri.

Poco dopo le 18.30 sono stati ricevuti a Terra i primi segnali. Dopo quello della sonda Mars Express è arrivato a Terra anche il segnale dell’orbiter Tgo (Trace Gas Orbiter), che con il lander Schiaparelli è il protagonista della missione ExoMars, gestita dalle agenzie spaziali europea (Esa) e russa (Roscosmos).

Il segnale è stato accolto con un grande applauso nel centro di controllo della missione ExoMars che si trova in Germania, a Darmstadt. C’è attesa per il segnale definitivo. L’analisi dei dati, informa l’Esa, non sarà completata prima delle 20:30 italiane.

https://twitter.com/esaoperations/status/788780512089432064

Per la prima volta un veicolo interplanetario tentava l’atterraggio su Marte, in particolare una sonda con tecnologia e scienza italiana. Domenica scorsa, Schiaparelli si era distaccato con puntualità dal modulo orbitante di ExoMars, il TGO (Trace Gas Orbiter), iniziando così, lentamente, la discesa verso l’atmosfera marziana. A 120 chilometri dalla superficie, la capsula conica dotata di scudo termico protettivo che contiene Schiaparelli, ha iniziato il tuffo atmosferico, alla velocità di 21.000 chilometri orari. L’atmosfera marziana ha frenato, in circa quattro minuti, lo Schiaparelli fino a 2.100 chilometri orari. Poi è entrato in funzione il paracadute, di 12 metri di diametro, con una frenata fino a 250 chilometri orari e a un solo chilometro dalla superficie color ruggine di Marte.

Poi, a pochi secondi dall’atterraggio, Schiaparelli è uscito dalla capsula per attivare il sistema altimetrico, e ha iniziato la frenata con i suoi propulsori fino all’atterraggio. Se tutto è andato come si spera (in tutta Europa, Italia e Russia, ma a bordo vi sono apparati di molte altre nazioni, compreso uno strumento NASA), l’atterraggio dovrebbe essere avvenuto alle 16.49. La conferma però è arrivata un’ora più tardi, in attesa che la sonda americana Mars Recoinnassance Orbiter transitasse sulla zona del previsto atterraggio, per catturare i dati e inviarli a Terra.

Il modulo di atterraggio, è stato battezzato Schiaparelli, in onore del grande astronomo italiano dell’800 (piemontese, di Savigliano), Giovanni Virginio Schiaparelli, uno dei primi a effettuare osservazioni accurate del Pianeta Rosso. La sonda di atterraggio è stata concepita come un dimostratore tecnologico d’atterraggio e porterà una piccola stazione meteorologica, denominata DREAMS, sviluppata da ricercatori dell’INAF con il coordinamento dall’Agenzia Spaziale Italiana, come esperimento scientifico.

Poi, la sonda orbitante TGO, che ha accompagnato Schiaparelli, riprenderà gradualmente quota per collocarsi in orbita marziana a 400 chilometri dalla superficie e iniziare il suo lavoro di mappatura dell’atmosfera di Marte, e in particolare per lo studio del metano presente. Dovrà restare operativa fino al 2020, quando farà da supporto per comunicazioni dall’orbita marziana, per la successiva missione ExoMars 2020.

(fonte: La Stampa - Tuttoscienze)

Per segnalare alla redazione refusi, imprecisioni ed errori è disponibile un modulo dedicato.

La TUA pubblicità qui. Contattaci