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Continuano i salvataggi di fagiani affamati ed assetati da parte del volontari della Protezione Animali savonese; gli ultimi due sono stati recuperati in pieno centro cittadino, in via alla Mola a Varazze e in corso Mazzini al Albisola Capo; come è noto si tratta di animali d’allevamento acquistati e liberati dagli Ambiti di Caccia nelle campagne per essere fucilati poco dopo durante la stagione venatoria; volatili cresciuti in fretta in voliera, abituati alla presenza dell’uomo che li alimenta nelle mangiatoie, completamente ignari dell’ambiente naturale e delle sue leggi in cui vive la specie selvatica, immessi invece in un territorio che non conoscono ed incapaci di trovarvi il cibo e l’acqua necessari alla sopravvivenza e facili prede anche di cani e predatori selvatici; i due soggetti, un maschio ed una femmina, si sono subito affezionati l’uno dell’altra.

Circa l’omicidio venatorio dei giorni scorsi ad Apricale (IM) l’Enpa ricorda l’analogo incidente mortale avvenuto esattamente un anno fa a Bardineto (SV) e che nulla ha insegnato a chi, politici e giunta regionale attuale (ma la precedente aveva un identico indirizzo), dovrebbero gestire la caccia in nome di tutti i cittadini.

La Protezione Animali chiede, da vent’anni inascoltata, che la caccia sia proibita nei giorni della settimana di maggior afflusso di persone nei boschi e tutti i giorni finché il fogliame è fitto; e quindi il sabato, la domenica ed i giorni festivi, ad esempio permettendola solo al lunedì ed al mercoledì, senza nessuna delle infinite deroghe e concessioni attualmente vigenti; l’ampliamento dei tempi di caccia agli ungulati (cinghiali, caprioli e daini) non solo non serve a ridurne il numero ma, come dicono gli esperti, lo incrementa, come tutti coloro che non sono legati agli interessi dei cacciatori possono verificare con i propri occhi.

c.s.

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