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Loano. Luci accese, ma nessun dipendente all’interno e nessun servizio disponibile, è la singolare protesta di Yuri Pastore Corrado, titolare del “Mamita“, noto locale sul lungomare di Loano.

«Ho rinunciato al diritto di lavorare per il bene comune, ho fatto la mia parte senza forzature e senza aspettarmi nulla in cambio – ha detto Pastore – Oggi però rivendico il diritto di lasciare aperte le porte della mia attività».

Dopo l’iniziativa lanciata lo scorso week end sui social “Io apro“, che invitava i ristoratori a tenere aperto contro le restrizioni anti-covid imposte dal governo, ieri da Loano è iniziata una protesta pacifica che prende la forma della disobbedienza civile senza però trasgredire le norme, che potrebbe diffondersi anche in altre parti d’Italia. «Ne ho parlato con altri colleghi ristoratori che lavorano sia in Liguria sia in altre regioni italiane e sto raccogliendo decine di adesioni. Sono certo che nei prossimi giorni altri locale seguiranno il mio esempio. Ne ho parlato anche con il mio legale che mi ha confermato la legittimità dell’iniziativa».

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