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Celle Ligure: cena e incontro con Ramiro Guevara, fratello di “Che Guevara”, responsabile del “Centro de Estudios Latinoamericanos Ernesto Che Guevara, e con Marselino Guerrra Rosabal delegato dell’Istituto Cubano di Amicizia tra i Popoli della Provincia del Granma, martedì 9 luglio nell’ambito della mostra fotografica “I viaggi e i libri di Ernesto” (9-28 luglio 2019).

Sezione 1: Il Che, un instancabile lettore

Nato in una famiglia in cui la lettura occupò un ruolo privilegiato, i libri hanno da sempre fatto parte della vita di Ernesto. Per esempio, era solito rifugiarsi in essi durante i giorni in cui era costretto a letto a causa delle crisi d’asma. Maniaco dell’organizzazione e pignolo, fin da piccolo iniziò a catalogare le sue letture, registrando metodicamente tutti i libri letti e quelli da leggere.

Quest’ incondizionato amore per la lettura e per il sapere in generale, lo portò ad avvicinarsi non solo ai testi necessari alla formazione del suo pensiero politico, entro i quali è possibile individuare libri di storia, di economia, di filosofia, sociologia e psicologia, ma lo indusse ad appassionarsi anche a testi prettamente letterari come il romanzo, i racconti, la poesia e le pièce teatrali.

Da Marx a Shakespeare, da Martí a Goethe, da Lenin a Lezama Lima, attraverso le sue poliedriche scelte letterarie è possibile ricostruire quantomeno una parte del suo immenso percorso da lettore instancabile, lo stesso che fece di Ernesto Guevara, il Che.

Sezione 2: I viaggi di Ernesto

Argentina del Nord (1950)

Un giorno del 1950 Ernesto prese il suo “motorino” – una semplice bicicletta a motore – e partì da Buenos Aires alla volta di Cordoba. Lì incontrò Tomas Granado e altri amici con i quali riposò un po’, per poi riprendere il viaggio in diverse province argentine. Durante il suo percorso visitò Santiago del Estero, Tucumán, Salta, Jujuy, Catamarca, La Rioja, San Juan e Mendoza.

I dettagli di quest’avventura furono raccolti nel suo diario di viaggio, dove annotava descrizioni, aneddoti e riflessioni sui paesaggi e le esperienze vissute. In questi scritti rimane traccia dello sviluppo del suo pensiero e la sua evoluzione come scrittore.

Quest’opera, che può essere pensata come i suoi “saggi letterari” rappresenta una testimonianza diretta dei momenti che lo stesso Ernesto definì i suoi “anni da vagabondo”.

Alla fine di questo viaggio si era lasciato alle spalle ben 4500 km. Ritornato a Buenos Aires riprese gli studi di medicina, mentre si dedicava all’organizzazione di quello che sarà il suo primo grande viaggio per l’America Latina.

Primo viaggio in America Latina (1952)

Stanco della routine della città, degli esami, degli ospedali e delle pressioni date dalla vita accademica, Ernesto inizia ad immaginare, insieme ad Alberto Granado, un grande viaggio per l’America Latina con destinazione Nord America. Lo avrebbero fatto a bordo della Poderosa II, una moto messa a punto per l’occasione e si sarebbero affidati all’improvvisazione.

Nel 1952 partirono da San Francisco, Córdoba, verso Buenos Aires. Attraversarono la costa argentina, San Martín de Los Andes, Bariloche ed attraversarono il confine cileno per continuare un lungo percorso anche in questo Paese. Arrivarono in Perù, dove tra l’altro furono ospiti del noto leprologo Hugo Pesce Pescetto, la cui madre era nata a Celle Ligure dove visitarono Machu Pichu e continuarono il viaggio in Colombia, per poi separarsi a Caracas, in Venezuela.

Diversi momenti di questa prima spedizione per l’America sono stati annotati in un nuovo diario di viaggio dove raccontava le sue avventure, come anche nelle lettere che inviava alla sua famiglia. In queste testimonianze così ricche di descrizioni ed impressioni è possibile ripercorrere la crescita del suo pensiero politico e sociale. Così inteso, il grande viaggio è diventato un’esperienza determinante nella trasformazione di Ernesto nel rivoluzionario “Che” che comparirà qualche anno dopo.

Secondo viaggio in America Latina (1953)

Ernesto realizzò il suo secondo viaggio per l’America Latina in compagnia del suo amico d’infanzia Calica Ferrer. Partirono dalla stazione Retiro delle Ferrovie Generali Belgrano di Buenos Aires nel luglio del 1953.

Arrivarono a La Paz, Bolivia, dove vissero da vicino il processo rivoluzionario che si era innescato nel Paese l’anno precedente, passarono per il Perù, dove visitarono Puno, Cuzco e Machu Pichu, proseguendo poi per Guayaquil in Ecuador, ultima tappa dove rimasero insieme. Ernesto proseguì il cammino verso Panama e Costa Rica, per poi stabilirsi per circa sei mesi in Guatemala. Alla fine, partì per il Messico dove si stabilì alcuni mesi prima di imbarcarsi per Cuba per partecipare alla rivoluzione programmata da Fidel Castro.

Durante questo secondo viaggio, Ernesto fu testimone diretto di due processi storici rilevanti nella storia dell’America Latina: la rivoluzione boliviana del 1952 e la caduta di Jacobo Arbenz in Guatemala. Entrambi i processi segnarono la sua coscienza politica consolidando il suo ideale rivoluzionario.

Insieme a questi processi, Ernesto instaurò anche nuovi rapporti personali, come la relazione con la militante Hilda Gadea, dalla quale ebbe la sua primogenita, Hildita Guevara; e l’amicizia con Fidel Castro, che sarà suo compagno nella guida di uno die processi rivoluzionari più importanti della storia del mondo: la Rivoluzione Cubana del 1959.

Pian piano i giorni da viaggiatore di Ernesto lasciarono il posto a quelli della lotta rivoluzionaria, un compromesso, che divenne una vita dedicata alla costruzione del socialismo in America Latina.

c.s.

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