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Manifestazione statica ad Andora da parte dei titolari dei bar e dei ristoranti che hanno portato in piazza i loro tavolini per rappresentare simbolicamente le loro attività chiuse.

Andora. «Ritengo la manifestazione più che legittima. Sono qui per sostenerli, perché dietro a quei tavoli non ci sono soltanto i gestori delle attività, ma anche le loro famiglie, i loro dipendenti e tutto il relativo indotto. Se per scelte a livello nazionale le attività devono rimanere chiuse, è necessario un congruo preavviso, che non li costringa a buttare le scorte e, in ogni caso, i ristori devono essere adeguati. – così il sindaco di Andora Mauro Demichelis chiamato dai titolari dei locali a parlare nel corso della manifestazione – Non è comprensibile che attività come queste, ma anche i cinema, le sale da ballo e i teatri, solo per citarne alcuni, debbano rimanere chiuse quando quotidianamente registriamo situazioni più a rischio, come ad esempio sui mezzi di trasporto. Capisco l’esigenza di tutela della salute, che deve venire prima di tutto, ma appare sicuramente meno rischioso accogliere le persone in bar e ristoranti  che rispettano regole, con numeri chiusi e distanziamento, piuttosto che altre forme di assembramento che avvengono purtroppo anche quotidianamente. In ogni caso il Comune di Andora continuerà a non far pagare, fino alla fine dell’emergenza, l’ampliamento dei dehors e anche la parte variabile della tassa rifiuti per i periodi in cui gli esercenti sono stati chiusi».

c.s.

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