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Carcere ad Albenga: intervento di Ciangherotti (FI) in Consiglio comunale del 27 gennaio

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«Signor Sindaco, signori assessori e signori consiglieri,

questa sera, con questa mozione che porto per la seconda volta in Consiglio comunale intendo e desidero rivolgermi alla cittadinanza per cercare di chiarire la mia convinzione sull’opportunità di costruire e mantenere un carcere ad Albenga, per ragioni prima di tutto legate allo sviluppo economico, alle possibilità di incremento della occupazione e, non in ultimo, per una maggior sicurezza della città.

Un carcere, costruito in territorio ingauno, vorrebbe dire sicuramente più lavoro un po’ per tutte le categorie economiche albenganesi ma anche dei Comuni vicini.

Ci vorranno anni per costruire il carcere e quando la ditta appaltatrice verrà incaricata di realizzarlo, per ovvi motivi dovrà appoggiarsi alle maestranze locali che avrebbero nuove opportunità lavorative. Ci sarebbero poi gli elettricisti e gli idraulici, i fornitori di materiale e quant’altro ad essere interpellati a cascata, per far sì che nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile, in ergonomia con le tempistiche di cantiere, venga realizzata quest’opera.

Il cantiere relativo alla costruzione del carcere poi darebbe lavoro a tutta una serie ci attività collaterali che non sono solo i ristoratori, ma anche proprietari di case da dare in affitto, ai commercianti in generale e tale lavoro sarebbe destinato a continuare anche una volta ultimato il carcere. Per curiosità, vi faccio un paragone che calza a pennello. Le nostre attività commerciali funzionavano molto di più con le caserme, non solo per i militari presenti sul nostro territorio (certo, i detenuti non hanno la possibilità di uscire per andare a fare acquisti) ma soprattutto per i parenti, amici e avvocati che nelle visite ai detenuti graviterebbero sul nostro territorio sia per consumi personali ma anche per acquistare ogni genere di materiale da consegnare ai detenuti. Forse rimarrebbero fuori i fioristi ma credo che tutte le attività economiche verrebbero coinvolte da questo enorme cantiere e poi dal funzionamento della struttura: non capisco perché Albenga dovrebbe rinunciare a questa opportunità.

Le tragiche condizioni di sovraffollamento delle nostre Carceri, dal punto di vista morale, non possono poi vederci contrari in linea di principio alla costruzione di un carcere nel nostro territorio.

Io, poi, non sono favorevole a ridurre la popolazione detenuta solo perché non abbiamo la disponibilità di tenere i delinquenti in carcere con amnistie e provvedimenti similari, ma sono favorevole ad avere carceri civili e non bombe Covid per le cattive condizioni igieniche.

Ritengo, invece, Cairo e Cengio e, nel complesso, l’intera val Bormida, zone sfavorevoli all’insediamento di un nuovo carcere, sia perchè logisticamente fuori portata per tante ragioni legate alla viabilità sia per maggiori costi di manutenzione legate anche alle condizioni climatiche.

Albenga, poi, sarebbe baricentrica tra Genova e Imperia, è dotata di un casello autostradale di facile raggiungimento, e potrebbe rappresentare un volano in più per la nostra economia, già a partire dalle assunzioni di personale per la gestione del carcere e al rafforzamento delle forze dell’ordine sul nostro territorio.

A tal proposito, successivamente alla prima bocciatura della mia mozione in questo consiglio, ebbi un colloquio telefonico con il primo cittadino di Opera (comune vicinissimo a Milano) che mi rassicurò sul fatto che, ad Opera, la criminalità legata allo spaccio di droga e ai furti era incredibilmente diminuita con la costruzione del nuovo carcere e addirittura il Governo aveva assegnato alla città lombarda (simile per densità di popolazione ad Albenga) più agenti delle forze dell’ordine sul territorio.

Ricordo benissimo anche un incontro con il Tenente della Stazione dei Carabinieri di Albenga Fulvio Pelusi, oggi scomparso, che mi aveva confidato la condivisione della mia proposta proprio perchè anche secondo lui la nostra città ne avrebbe grandemente giovato.

Oggi riporto questa mozione, da cittadino, nell’interesse dei cittadini di Albenga. So bene che in accordo tra sindaci e presidente della provincia, nei prossimi giorni, si svolgeranno sopralluoghi dei funzionari del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) in Valbormida – a Cairo e a Cengio – per la realizzazione del nuovo carcere nel savonese.

Sono però convinto che la candidatura di Albenga a sede di un carcere, se votata unanimemente questa sera, non sarebbe tardiva nè inopportuna e magari, nel caso che i sopralluoghi in atto nei prossimi giorni presso i vari siti della Val Bormida evidenziassero l’inidoneità del territorio, un carcere ad Albenga consentirebbe positivi sviluppi, proprio nell’interesse prioritario di una maggior crescita economico-infrastrutturale della nostra città.»

c.s.

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